Cammino spirituale
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Crescere e sovrabbondare

Rocca di Papa, 5.12.1985

A cosa aggrapparsi per non naufragare? L’amore vicendevole è il “sanatotum”, ciò che risana tutto.

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Cesellare la figura di Cristo in noi

Rocca di Papa, 21 giugno 1984

Un testo per la Quaresima: l’amore e la conquista delle virtù.

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Vegliate e pregate...

Commento alla Parola di Vita:

Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole (Mt 26,41)

Queste sono parole che Gesù, durante l'agonia nel Getsemani, ha rivolto a Pietro, Giacomo e Giovanni quando li ha visti sopraffatti dal sonno. Egli aveva preso con sé questi tre apostoli - gli stessi che erano stati testimoni della sua trasfigurazione sul monte Tabor - perché gli fossero vicini in questo momento così difficile e si preparassero con la preghiera assieme a Lui, giacché quanto stava per accadere sarebbe stato una prova terribile anche per loro.

Verso la patria

Roma, 25 maggio 1970

Oggi si parla tanto del cristianesimo come messaggio sociale. Ed è bello ed è giusto che venga in rilievo questo suo aspetto. Giacché Dio s’è fatto uomo, è chiaro che egli sia interessato a tutte le nostre faccende. La vita del Cristo, del resto, è tutto un esempio di socialità.Occorre però ricordare che ciò che egli ha annunciato è anche e soprattutto un messaggio spirituale.Noi cristiani facciamo dei torti immani alla nostra fede.Abbiamo il coraggio di amare qualche volta Dio e i nostri simili, d’esser un po’ buoni e onesti. Non di rado preghiamo: conduciamo insomma una vita che ha sapore cristiano, innegabilmente.Ma ci sono delle verità alle quali pensiamo troppo poco, oppure – confessiamolo – quasi mai, o solo quando siamo costretti...

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pubblicato su Città Nuova n° 10/1970

Il crudo del Vangelo

Rocca di Papa, 6 dicembre 1973*

L’estate scorsa è stata un po’ particolare per le sofferenze che Dio aveva pensato di riservare a me in modo speciale, e di conseguenza – per l’unità –, ad alcuni membri del Movimento che erano con me.Noi abbiamo sempre detto che il dolore e l’amore vanno taciuti, mentre la luce, che si ricava dall’esperienza, va data.

Ciò che è avvenuto nei mesi passati mi sembra di un’importanza, vorrei dire, capitale, per noi. Mi pare infatti che Dio abbia voluto mettere in luce qualche cosa del suo Vangelo che non avevamo ancora approfondito.

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* Questo testo è il frutto di un’esperienza spirituale vissuta da Chiara Lubich in quell’anno, quando, colpita nel fisico da una dolorosa doppia ernia del disco e nello spirito da altre sofferenze, venne ad approfondire una dimensione nuova del Vangelo. Il testo conserva la forma di una conversazione familiare con alcuni responsabili del Movimento perché così è nato.