Centro Chiara Lubich

Movimento dei Focolari

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Pubblicheremo periodicamente "stralci" dall'archivio di Chiara Lubich per offrire anche oggi una possibilità di contatto con questa donna straordinaria.

Roma, 10 dicembre 1981

Intervista fatta a Chiara Lubich da Suor Ignazia Ishino e Hiroshi Miyahjra di Radio Vaticana che risponde sul perché il Movimento abbia raggiunto in tutto il mondo persone di ogni categoria e convinzione religiosa

"Il Movimento dei Focolari da lei fondato vede una grande espansione nel mondo. Abbraccia tutte le categorie di persone. Che cos'è il segreto o il movente di questa riuscita?" 

Chiara: "Quando abbiamo iniziato, una delle prime idee che Dio ci ha mandato è stata quella di abbandonarci completamente alla sua volontà. Perciò perdere i nostri progetti per la vita e iniziare una vera e propria avventura, fidandoci di Dio che è Padre.  
Ora lui, all'inizio, quando ha pensato di porre la prima pietra dell'edificio di quest'Opera, ci ha suggerito un patto: quello dell'amore scambievole e ci ha anche insegnato tutti quegli accorgimenti necessari per mantenerlo. Abbiamo cercato di esservi fedeli sotto la guida dell'autorità ecclesiastica, nutrendoci ogni giorno dell'Eucaristia e della Parola di Dio.  

Si è così verificato questo: per l'amore tenuto sempre vivo Dio era con noi. "Dov'è la carità e l'amore, lì è Dio". E perché quest'amore univa un gruppo di persone, Gesù sin dall'inizio, era fra noi. "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io", ha detto. Si può quindi dire che - anche se Dio si è servito di una persona per iniziare - il fondatore dell'Opera è lui. E lui ci sa fare.  
L'Opera doveva avere una spiritualità e lui l'ha suggerita, spiritualità che nei suoi vari cardini - amore reciproco, appunto, il Vangelo vissuto parola per parola, l'unità, Gesù in mezzo, Gesù crocifisso e abbandonato, Maria - spiritualità che ha un solo fine in pratica: assicurare la sua presenza fra di noi.  
L'Opera poi doveva avere una struttura. Egli ne è stato il legislatore. E' stato lui che ci ha mostrato come quest'Opera - al pari di una piccola pianta che nasce da un seme e si apre in una e poi più foglie - si apriva nella Chiesa grado, grado, fino alla struttura presente.  
E lui ne è stato anche il diffusore.  
La diffusione universale non si può che attribuire a lui. Egli, infatti, è entrato con questo spirito in più di 140 nazioni fra persone, come lei diceva, di tutte le razze, di tutti i popoli, di ogni categoria, di ogni lingua, di ogni età. Di ambo i sessi. Nessuna opera umana sarebbe stata capace di questo. Lui solo è l'Uomo luce per ogni uomo della terra".  

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Lucia Abignente

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27 gennaio 2015

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