Dilatare il cuore

Giugno 1957 

Tra gli scritti più noti di Chiara Lubich, questa pagina può rivelarsi un coraggioso invito a mettere in pratica la Parola di vita di questo mese: “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo” (Ez.36,26).  

Abbiamo bisogno di dilatare il cuore sulla misura del Cuore di Gesù. Quanto lavoro! 
Ma è l’unico necessario. Fatto questo, tutto è fatto. Si tratta di amare ognuno che ci viene accanto come Dio lo ama. 
E dato che siamo nel tempo, amiamo il prossimo uno alla volta, senza tener nel cuore rimasugli d’affetto per il fratello incontrato un minuto prima. 
Tanto, è lo stesso Gesù che amiamo in tutti. 
Ma se rimane il rimasuglio vuol dire che il fratello precedente è stato amato per noi o per lui... non per Gesù. E qui è il guaio.

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Sul cammino dell’unità

Itaici, 27 aprile 1998

Una preghiera spontanea di Chiara Lubich ad una Giornata Ecumenica promossa dalla Conferenza Episcopale Brasiliana.

«Gesù, io penso e sono sicura che tu sei qui in mezzo a noi, perciò io mi rivolgo a te, vivo e risorto qui fra noi, che siamo dei Vescovi cattolici, dei laici e delle laiche, come sono io, e dei responsabili di altre Chiese.  
Senz'altro, Gesù, tu sei fra noi, perché noi ci vogliamo bene, in te. Noi siamo uniti nel tuo nome, noi siamo qui per fare un passo in avanti nell'unità delle Chiese.  

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“…in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio” (2.Cor.5,20)

Parola di vita di gennaio 1997

Il commento di Chiara Lubich alla Parola di vita proposta per il mese di Gennaio 1997.

E' l'esortazione di Paolo ai Corinzi che segue il grande annuncio, cuore di tutto il Vangelo: Dio ha riconciliato il mondo a sé per mezzo di Cristo (cf 2 Cor 5,19).
Sulla croce, nella morte del suo Figlio, Dio ci ha dato la prova suprema del suo amore. Per mezzo della croce di Cristo, Egli ci ha riconciliati con sé.
Questa verità fondamentale della nostra fede ha oggi tutta la sua attualità. E' la rivelazione che tutta l'umanità attende: sì, Dio è vicino con il suo amore a tutti e ama appassionatamente ciascuno. Il nostro mondo ha bisogno di questo annuncio, ma lo possiamo fare se prima lo annunciamo e lo riannunciamo a noi stessi, sì da sentirci circondati da questo amore, anche quando tutto farebbe pensare il contrario.

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Di fronte alla violenza

Di fronte alla violenza viene da scoraggiarsi. Si può sperare ancora in un mondo migliore?  

Noi vediamo i mali di oggi - e sono veramente tanti - e ci spaventiamo e perdiamo la speranza.  
Ma se pensassimo un po’ alla storia, vedremmo che le nostre terre sono state, in moltissime occasioni, teatro di mali ancora maggiori. Eppure sono passati e ad essi si sono intercalati periodi di tranquillità.  

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Natale: significa Dio ci ama

Natale 1975

Natale: qual è il suo significato più profondo, che tutti li compendia? È il «misterioso, incredibile massaggio che Dio ci ama, ad uno ad uno e tutti insieme». Un pensiero di Chiara Lubich.    

Natale, Natale, 
quante volte
t’abbiamo festeggiato 
con gioia pura 
e calore unico!  
ma il nostro cuore
è così indurito
dal freddo del mondo
che tu non sei riuscito
a marcarlo come si doveva
del tuo misterioso
incredibile messaggio: 
DIO CI AMA 
ad uno ad uno
e tutti insieme.

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Quella fraternità che ci fa Chiesa

17 aprile 1978

Da un’intervista di Claudio Sorge a Chiara Lubich per la rubrica “Ottavo Giorno”( Rai Uno). 

L’amore che il cristiano porta – e qui è l’abissale mistero e la potenza nascosta che, fatta fruttare, può operare miracoli –, è diverso da qualsiasi altro amore esistente al mondo, per nobile e bello che esso sia. È un amore di origine divina, lo stesso amore di Dio partecipato all’uomo che, innestandosi su di lui, lo fa figlio di Dio.
E ciò è premessa e causa d’una realtà incomparabile: la fraternità umana su un piano più alto, la fraternità soprannaturale.

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Incarnazione che continua

Budapest, 16 settembre 2006

Quali prospettive per il mondo d’oggi, così carico di sfide che sembrano insormontabili? Gesù continua la sua “incarnazione” nella storia, continua a  edificare attraverso uomini e donne di ogni tempo che si impegnano ad essere come Lui, altri Lui in ogni ambito culturale e sociale.

Da un discorso preparato da Chiara Lubich per il Volontarifest 2006

(…) Si pensa a volte che il Vangelo porti soltanto il Regno di Dio inteso in senso religioso e non risolva i problemi umani. Ma non è così. 
Non è certo il Gesù storico o Lui in quanto Capo del Corpo mistico che risolve i problemi. Lo fa Gesù-noi, Gesù-io, Gesù-tu... È Gesù nell'uomo, in quel dato uomo – quando la sua grazia è in lui –, che costruisce un ponte, fa una strada…. 

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Guarda l’uomo come Dio lo vedrà

24 Luglio 1949

A conclusione del Giubileo della Misericordia proclamato da papa Francesco, proponiamo questo brano di Chiara Lubich tratto dagli scritti noti come “Paradiso 49”.

Chi è nel Padre, venuto da una lunga trafila di peccati, per pura misericordia di Dio, è di fronte a Dio uguale all’innocente che v’è arrivato a furia d’amore.
Infatti: quell’attimo in cui, riconoscendosi peccatore, godette (amando Dio più della sua anima e questo è puro amore) d’esser simile a Lui fatto peccato1, riempì tutto il vuoto fatto dal peccato.

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Siete tabernacoli del Dio vivente

14 ottobre 1946

La parola di vita del mese di novembre “Tutto posso in colui che  mi dà forza” (Fil.4,13) ci invita al colloquio fiducioso con Dio. Proponiamo un brano di Chiara Lubich tratto da una lettera dei “primi tempi” indirizzata a due religiose di Rovereto.

È nel centro del tuo cuore, Suor Josefina, che vive Dio! 
È nel centro del tuo cuore, Suor Fidente, che vive Dio! 
Mettete una mano al petto. Siete tabernacoli del Dio vivente. 

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Vivere dell'amore - Spinte ecumeniche

Berlino (Chiesa della Memoria), 19 novembre 1998

Dall’1 novembre al 13 dicembre 1998, Chiara Lubich compie un viaggio in Germania, con significative tappe ad Aachen,Münster, Augsburg e a Berlino, dove viene invitata dalla comunità evangelica. Proponiamo qui il suo intervento, in cui indica la legge dell’amore come via maestra per l’unità dei cristiani e per il dialogo  con i credenti. 

(…)

Il fatto è che se noi cristiani, ora, all'alba del terzo millennio, diamo nuovamente uno sguardo alla nostra storia di 2000 anni ed in particolare a quella del secondo millennio, non possiamo non rimanere ancora contristati nel costatare come essa è stata spesso un susseguirsi di incomprensioni, di liti, di lotte. E queste hanno spezzato in molti punti la tunica inconsutile di Cristo, che è la sua Chiesa. E colpa di chi? Certamente di circostanze storiche, culturali, politiche, geografiche, sociali... Ma anche del venir meno fra i cristiani di quell'elemento unificatore loro tipico: l'amore. Proprio così. 

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Mai più la guerra

5 ottobre 1965

Il 24 ottobre l’ONU celebra il suo 68° compleanno, data che ricorda la promulgazione di quella “Carta” che sta alla base dei rapporti internazionali.  Proponiamo qui un brano tratto dal diario di Chiara Lubich del 5 ottobre 1965, che riporta la sua profonda adesione all’avvenimento storico della visita di Paolo VI°  (la prima di un pontefice) all’ Assemblea delle Nazioni Unite e al suo vibrante appello:«L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità».   

È tornato il Santo Padre dall’ ONU.  
Il nostro orgoglio santo di figli suoi, di lui, Vicario di Cristo, ha raggiunto il culmine quando ha parlato nell’aula. Mai s’è visto uno spettacolo simile: egli è la stella del cammino dell’umanità, la guida degli uomini che non sanno tanto spesso essere fratelli. Egli, umile come il falegname di Nazareth, è assurto come la più alta figura del mondo, padre e maestro universale, sublimando, con la sua sapienza, che tutte le cose e vicende compenetra, ogni saggezza umana.  

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