Gesù abbandonato Risorto, presente in tutti i dolori

18 dicembre 1980

Una scoperta sempre nuova che Chiara Lubich ha fatta lungo l’intero arco della sua vita: Gesù nel suo abbandono ha conosciuto e vissuto il dolore umano in tutte le sue espressioni, nessuna esclusa. Incontrando Lui si sperimenta anche la Vita e la risurrezione. Eli Folonari legge questo brano scritto da Chiara nel suo diario durante una conversazione collettiva telefonica da Zurigo, il 18 dicembre 1980.

«Sto riscoprendo che Gesù abbandonato è veramente presente in tutti i dolori.
Ho offerto a Gesù i miei limiti per la poca salute ed ho capito subito che il mio Sposo, Gesù abbandonato è il Limite: è come se più in là non avesse potuto andare.

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Mortificazione, moneta fuori corso?

13 gennaio 1972

In questo brano del suo diario inedito del 13 gennaio 1972, Chiara Lubich mette a fuoco una parola , “mortificazione”, che sembra aver perso oggi  il suo senso originario. E’ un invito a vivere la Quaresima, non nella mediocrità del “mezzo morto” che non piace a nessuno, ma nel dono pieno e totale di sé. 

Parlar oggi di "mortificazione" è non sentire ciò che vibra nell'aria, ciò che pensano molti, soprattutto i giovani.
E hanno ragione perché questa parola è stata svuotata del suo primo significato e quindi come tale va scartata.
Se la si guarda dal lato etimologico, essa può voler dire: far morti.

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Una luce per la famiglia

Castel Gandolfo, 29-30 maggio 1998

Il 19 luglio 1967 Chiara Lubich dava vita al Movimento Famiglie Nuove lanciando una consegna: «dare una famiglia a chi l’ha persa, con l’augurio che si svuotassero gli orfanotrofi». In occasione di questo cinquantesimo, si approfondisce quest’anno nel Movimento il contributo del carisma dell’Unità per il mondo della famiglia. Proponiamo un messaggio- più che mai di pressante attualità- al Congresso svoltosi al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo il 29-30 maggio 1998. 

Carissimi partecipanti al Congresso di Famiglie Nuove,

vi do il mio cordiale saluto ed un caloroso benvenuto.
Poiché non posso essere ora con voi di persona, desidero farmi presente con un breve messaggio che apra i lavori di questo convegno che ha per tema: La famiglia e la spiritualità dell'unità.

E' un argomento di grande importanza e di estrema attualità. C'è sete di spirituale e di sacro nella nostra società, una sete per la quale l'uomo trova spesso risposte inadeguate se non malsane. D'altra parte, la crisi dell'istituto familiare, in atto da diversi decenni, viene ora sottolineata ed aggravata da fattori di grande turbamento che minano alla radice l'idea stessa di famiglia: ad esempio, le sperimentazioni selvagge di ingegneria genetica, il riconoscimento di ogni tipo di convivenza, ecc. Aumentano gli orfani di genitori vivi, i figli con troppi genitori.

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Dilatare il cuore

Giugno 1957 

Tra gli scritti più noti di Chiara Lubich, questa pagina può rivelarsi un coraggioso invito a mettere in pratica la Parola di vita di questo mese: “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo” (Ez.36,26).  

Abbiamo bisogno di dilatare il cuore sulla misura del Cuore di Gesù. Quanto lavoro! 
Ma è l’unico necessario. Fatto questo, tutto è fatto. Si tratta di amare ognuno che ci viene accanto come Dio lo ama. 
E dato che siamo nel tempo, amiamo il prossimo uno alla volta, senza tener nel cuore rimasugli d’affetto per il fratello incontrato un minuto prima. 
Tanto, è lo stesso Gesù che amiamo in tutti. 
Ma se rimane il rimasuglio vuol dire che il fratello precedente è stato amato per noi o per lui... non per Gesù. E qui è il guaio.

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Sul cammino dell’unità

Itaici, 27 aprile 1998

Una preghiera spontanea di Chiara Lubich ad una Giornata Ecumenica promossa dalla Conferenza Episcopale Brasiliana.

«Gesù, io penso e sono sicura che tu sei qui in mezzo a noi, perciò io mi rivolgo a te, vivo e risorto qui fra noi, che siamo dei Vescovi cattolici, dei laici e delle laiche, come sono io, e dei responsabili di altre Chiese.  
Senz'altro, Gesù, tu sei fra noi, perché noi ci vogliamo bene, in te. Noi siamo uniti nel tuo nome, noi siamo qui per fare un passo in avanti nell'unità delle Chiese.  

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“…in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio” (2.Cor.5,20)

Parola di vita di gennaio 1997

Il commento di Chiara Lubich alla Parola di vita proposta per il mese di Gennaio 1997.

E' l'esortazione di Paolo ai Corinzi che segue il grande annuncio, cuore di tutto il Vangelo: Dio ha riconciliato il mondo a sé per mezzo di Cristo (cf 2 Cor 5,19).
Sulla croce, nella morte del suo Figlio, Dio ci ha dato la prova suprema del suo amore. Per mezzo della croce di Cristo, Egli ci ha riconciliati con sé.
Questa verità fondamentale della nostra fede ha oggi tutta la sua attualità. E' la rivelazione che tutta l'umanità attende: sì, Dio è vicino con il suo amore a tutti e ama appassionatamente ciascuno. Il nostro mondo ha bisogno di questo annuncio, ma lo possiamo fare se prima lo annunciamo e lo riannunciamo a noi stessi, sì da sentirci circondati da questo amore, anche quando tutto farebbe pensare il contrario.

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Di fronte alla violenza

Di fronte alla violenza viene da scoraggiarsi. Si può sperare ancora in un mondo migliore?  

Noi vediamo i mali di oggi - e sono veramente tanti - e ci spaventiamo e perdiamo la speranza.  
Ma se pensassimo un po’ alla storia, vedremmo che le nostre terre sono state, in moltissime occasioni, teatro di mali ancora maggiori. Eppure sono passati e ad essi si sono intercalati periodi di tranquillità.  

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Natale: significa Dio ci ama

Natale 1975

Natale: qual è il suo significato più profondo, che tutti li compendia? È il «misterioso, incredibile massaggio che Dio ci ama, ad uno ad uno e tutti insieme». Un pensiero di Chiara Lubich.    

Natale, Natale, 
quante volte
t’abbiamo festeggiato 
con gioia pura 
e calore unico!  
ma il nostro cuore
è così indurito
dal freddo del mondo
che tu non sei riuscito
a marcarlo come si doveva
del tuo misterioso
incredibile messaggio: 
DIO CI AMA 
ad uno ad uno
e tutti insieme.

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Quella fraternità che ci fa Chiesa

17 aprile 1978

Da un’intervista di Claudio Sorge a Chiara Lubich per la rubrica “Ottavo Giorno”( Rai Uno). 

L’amore che il cristiano porta – e qui è l’abissale mistero e la potenza nascosta che, fatta fruttare, può operare miracoli –, è diverso da qualsiasi altro amore esistente al mondo, per nobile e bello che esso sia. È un amore di origine divina, lo stesso amore di Dio partecipato all’uomo che, innestandosi su di lui, lo fa figlio di Dio.
E ciò è premessa e causa d’una realtà incomparabile: la fraternità umana su un piano più alto, la fraternità soprannaturale.

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Incarnazione che continua

Budapest, 16 settembre 2006

Quali prospettive per il mondo d’oggi, così carico di sfide che sembrano insormontabili? Gesù continua la sua “incarnazione” nella storia, continua a  edificare attraverso uomini e donne di ogni tempo che si impegnano ad essere come Lui, altri Lui in ogni ambito culturale e sociale.

Da un discorso preparato da Chiara Lubich per il Volontarifest 2006

(…) Si pensa a volte che il Vangelo porti soltanto il Regno di Dio inteso in senso religioso e non risolva i problemi umani. Ma non è così. 
Non è certo il Gesù storico o Lui in quanto Capo del Corpo mistico che risolve i problemi. Lo fa Gesù-noi, Gesù-io, Gesù-tu... È Gesù nell'uomo, in quel dato uomo – quando la sua grazia è in lui –, che costruisce un ponte, fa una strada…. 

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Guarda l’uomo come Dio lo vedrà

24 Luglio 1949

A conclusione del Giubileo della Misericordia proclamato da papa Francesco, proponiamo questo brano di Chiara Lubich tratto dagli scritti noti come “Paradiso 49”.

Chi è nel Padre, venuto da una lunga trafila di peccati, per pura misericordia di Dio, è di fronte a Dio uguale all’innocente che v’è arrivato a furia d’amore.
Infatti: quell’attimo in cui, riconoscendosi peccatore, godette (amando Dio più della sua anima e questo è puro amore) d’esser simile a Lui fatto peccato1, riempì tutto il vuoto fatto dal peccato.

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