Mai più la guerra

5 ottobre 1965

Il 24 ottobre l’ONU celebra il suo 68° compleanno, data che ricorda la promulgazione di quella “Carta” che sta alla base dei rapporti internazionali.  Proponiamo qui un brano tratto dal diario di Chiara Lubich del 5 ottobre 1965, che riporta la sua profonda adesione all’avvenimento storico della visita di Paolo VI°  (la prima di un pontefice) all’ Assemblea delle Nazioni Unite e al suo vibrante appello:«L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità».   

È tornato il Santo Padre dall’ ONU.  
Il nostro orgoglio santo di figli suoi, di lui, Vicario di Cristo, ha raggiunto il culmine quando ha parlato nell’aula. Mai s’è visto uno spettacolo simile: egli è la stella del cammino dell’umanità, la guida degli uomini che non sanno tanto spesso essere fratelli. Egli, umile come il falegname di Nazareth, è assurto come la più alta figura del mondo, padre e maestro universale, sublimando, con la sua sapienza, che tutte le cose e vicende compenetra, ogni saggezza umana.  

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Farsi figli dei Santi

Mollens (Svizzera), 19 settembre 1980 

Chiara Lubich ha in più circostanze affermato che è proprio della spiritualità dell’unità «imparare dai santi, farci figli di loro, per partecipare dei loro carismi». Qui legge una poesia della grande Teresa d’Avila, che come i santi di ogni epoca è rimasta nei suoi scritti a continuare a fare il bene con parole che profumano di eterno.  

(…)

C'è una poesia di Teresa d'Avila scandita dal ritornello: "Dimmi che vuoi da me, dimmi Signore". E' un'espressione di questa "indifferenza" o, meglio, dell'abbandono assoluto al volere divino.  Eccone qualche strofa: 
"Sono nata per Te, per Te (è) il mio cuore.  
Dimmi che vuoi da me, dimmi, Signore!  
[…]  
Vita o morte, trionfo oppur infamia,  
infermità o salute,  
sia che in pace Tu mi voglia o in orride  
pene continue e acute,  
tutto accetta e gradisce questo cuore:  
Dimmi che vuoi da me, dimmi, Signore!

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La spiritualità mariana nel Movimento dei Focolari

Rocca di Papa, 4 giugno 1987

Da un’intervista a Chiara Lubich della Radio Vaticana (programma brasiliano a cura di Tavares Manoel): vivere una spiritualità mariana, come?

Giornalista: "Il Papa, nella sua enciclica Redemptoris Mater parla di autentica spiritualità ed esorta ad una devozione che si tramuti in vita. Secondo lei, Chiara, come noi possiamo vivere questa spiritualità mariana?"
Chiara: Io credo che un po' tutti i cristiani possono vivere una spiritualità mariana, ma per poter dare un esempio concreto, vorrei dire, se permette, come la viviamo noi nel Movimento dei Focolari che è un Movimento tipicamente mariano.

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Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette" (Mt 18,32)

Parola di vita di ottobre 1981

Il commento di Chiara Lubich a queste esigenti parole di Gesù a Pietro ci invitano a fare del perdono uno stile di vita, perché il male non abbia l’ultima parola. 

A chi parla Gesù con queste sue parole? Lo ricordi? Risponde a Pietro che, dopo aver ascoltato cose meravigliose dalla sua bocca, gli ha posto questa domanda: "Signore, quante volte dovrò perdonare a mio fratello, se pecca contro di me? fino a sette volte?".

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Abbracciare Gesù Abbandonato

Genova, 16 dicembre 2001

Come imparare ad amare Gesù Abbandonato subito e con gioia quando il dolore ci assale? Chiara Lubich ne parla in occasione di un incontro con una comunità dei Focolari in Nord Italia.

(…) "A volte nella mia vita riesco ad amare Gesù abbandonato subito e con gioia. Lo vedo, lo amo e riesco ad andare oltre la croce. Ma ci sono altre volte che lo vedo, però rimango davanti alla croce senza andare oltre. So che è lui, ma non amo veramente Gesù abbandonato perché rimango nel dolore. Chiara, cosa mi diresti per aiutarmi a superare questi momenti?"

Chiara: Guarda, prima di tutto vorrei dire una cosa che forse non tutti sanno. Io vorrei spiegare bene questa storia, cioè che noi vediamo nel dolore Gesù abbandonato. Voi potete dire: "Ma senti, Chiara, quello è un dolore, mica è Gesù abbandonato!"Io mi ricordo sempre di santa Teresina del Bambino Gesù, alla quale era successo, prima di morire o qualche tempo prima, uno sbocco di sangue per la tisi che aveva, e lei non è che ha detto: ecco uno sbocco di sangue; lei ha detto: ecco lo Sposo; lei era una vergine, aveva sposato Gesù crocifisso. E ha detto: ecco lo Sposo. Allora santa Teresina ha detto una fantasia? Ha detto una cosa sentimentale? O ha detto la verità? 

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Con Maria Desolata

Castel Gandolfo, 7 gennaio 1996

In un intenso colloquio con focolarini sposati, rispondendo ad una loro domanda, Chiara Lubich confida in che modo Maria, la Desolata, si fa per lei “maestra” del saper perdere (per seguire Gesù).

(…) Ecco, poi volevo dirvi qualcosetta anche sulla Desolata. La Desolata è la maestra del perdere. Be' qui, popi, la mia pratica - siccome devo comunicarvi la mia anima - è quando viene in mente qualcosa di inutile: perdo, perché questo... mi fa fastidio questo qualcosa di inutile, perché ormai abbiamo anche l'anima abituata un po' alle cose belle, che sono leggere, soavi, bellissime. Quando entra qualcos'altro, un po' di terra, un po'..., ecco, sentiamo un disagio, allora si capisce: qui c'è un attaccamento, qui c'è un po' di superbia, qui c'è un po' di orgoglio, qui c'è un attaccamento a qualche cosa, qui c'è..., ecco, e noi sentiamo nell'anima. Allora l'unica è la Desolata: perdere. Allora io... si perde e ci si butta ad amare, ci si butta ad andare avanti, ecc.  
Perciò viviamo anche questo.  

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Alle porte del nuovo millennio

Amman, 7 dicembre 1999

Nel dicembre 1999 Chiara Lubich si trova ad Amman (Giordania), per incontrarvi la piccola, ma viva e promettente comunità dei Focolari. Le attese per il nuovo millennio sono cariche di speranze e di timori.  Proponiamo questa sua  risposta alla rivista Neue Stadt: “Quale visione hai per il nuovo millennio?”

Domanda: Quale visione hai per il nuovo millennio?

Chiara: Non ho una visione per il prossimo millennio. Non posso averla perché non sono profeta. Ma ho in cuore molte e grandi speranze. Esse nascono nel mio animo senz'altro per effetto del carisma che lo Spirito Santo vi ha deposto a beneficio di molti, di cui vedo nell'Opera, il Movimento dei Focolari, una sua realizzazione così vasta, universale, imponente che non può non mettermi in un vivo ottimismo anche di fronte al tempo che verrà.

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Giornata mondiale della gioventù, un  appuntamento con Gesù

Colonia, 16 Agosto 2005

Dal 28 al 31 luglio si svolge a Cracovia (Polonia) la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG). Proponiamo il messaggio di Chiara Lubich ai giovani partecipanti a Colonia (Germania) nell’agosto 2005. “ Una volta incontrato Gesù, come non perderlo?”.

Messaggio di Chiara Lubich ai giovani partecipanti al Colourdome durante la GMG 2005

“Perché vai alla GMG?” “Perché spero di incontrare Gesù”, ha risposto  una ragazza arrivata qui a Colonia insieme a centinaia di migliaia di giovani da tutto il mondo.
Penso che non è l’unica ad avere in cuore questo struggente desiderio: incontrare Gesù! Ed è anche il motto di questa GMG: cercare Cristo, trovarlo ed adorarlo.

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“Benevoli e Misericordiosi…”

Parola di vita di agosto 1988

Il commento di Chiara Lubich a questo brano tratto dalle lettere di s. Paolo ci porta al cuore del messaggio cristiano, così fortemente sottolineato da papa Francesco in quest’Anno Giubilare della Misericordia.

«Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo» (Ef 4,32).

La Parola di vita di questo mese è presa dalla lettera di san Paolo alla comunità di Efeso. L'apostolo sta parlando delle vita cristiana come vita di unità e di carità. Do­po avere elencato le cose che l'amore cristiano ci fa evitare (la menzogna, il furto, la disonestà, ecc.). egli ci dice ciò che questo amore spinge a fare. Ed ecco uno dei primi atteggiamenti che la carità ci suggerisce: la misericordia, il perdono verso tutti.

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Per un’ Europa Patria comune.

Rocca di Papa, 30 giugno 2003

Messaggio di Chiara Lubich per Stoccarda

Dal 30 giugno al I° luglio è in corso a Monaco di Baviera il quarto incontro internazionale di “Insieme per l’Europa”, risultato di un cammino di comunione  iniziato nel 1998, tra oltre 300 Movimenti e Comunità di varie Chiese. Proponiamo il messaggio di Chiara Lubich in vista della preparazione della giornata delll’8 maggio 2004 a Stoccarda. 

Il santo Padre Giovanni Paolo II, nel suo ultimo viaggio a Madrid, in Spagna, ha detto una frase che ha avuto una particolare risonanza nel nostro animo. Ha affermato d'avere un sogno: l'"Europa dello spirito". Non solo quindi l'Europa politicamente una, non solo l'Europa dell'euro e così via, ma "l'Europa dello spirito".

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Vivere la Chiesa

La Chiesa-comunione nel pensiero di Chiara Lubich. 

Negli anni in cui iniziava il Movimento, per Chiesa si intendeva tante volte soltanto quella formata da pietre con Gesù nel tabernacolo, Maria, sant’Antonio sull’altare; la Chiesa era, in certo modo, per molti sinonimo di catechismo, di prima Comunione… Voleva dire anche altri Sacramenti, le feste patronali; forse significava far parte dell’Azione Cattolica, ecc. Voleva dire parrocchia, il parroco; se si sapeva che esistevano, il Vescovo, il Papa.

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