Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette" (Mt 18,32)

Parola di vita di ottobre 1981

Il commento di Chiara Lubich a queste esigenti parole di Gesù a Pietro ci invitano a fare del perdono uno stile di vita, perché il male non abbia l’ultima parola. 

A chi parla Gesù con queste sue parole? Lo ricordi? Risponde a Pietro che, dopo aver ascoltato cose meravigliose dalla sua bocca, gli ha posto questa domanda: "Signore, quante volte dovrò perdonare a mio fratello, se pecca contro di me? fino a sette volte?".

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Abbracciare Gesù Abbandonato

Genova, 16 dicembre 2001

Come imparare ad amare Gesù Abbandonato subito e con gioia quando il dolore ci assale? Chiara Lubich ne parla in occasione di un incontro con una comunità dei Focolari in Nord Italia.

(…) "A volte nella mia vita riesco ad amare Gesù abbandonato subito e con gioia. Lo vedo, lo amo e riesco ad andare oltre la croce. Ma ci sono altre volte che lo vedo, però rimango davanti alla croce senza andare oltre. So che è lui, ma non amo veramente Gesù abbandonato perché rimango nel dolore. Chiara, cosa mi diresti per aiutarmi a superare questi momenti?"

Chiara: Guarda, prima di tutto vorrei dire una cosa che forse non tutti sanno. Io vorrei spiegare bene questa storia, cioè che noi vediamo nel dolore Gesù abbandonato. Voi potete dire: "Ma senti, Chiara, quello è un dolore, mica è Gesù abbandonato!"Io mi ricordo sempre di santa Teresina del Bambino Gesù, alla quale era successo, prima di morire o qualche tempo prima, uno sbocco di sangue per la tisi che aveva, e lei non è che ha detto: ecco uno sbocco di sangue; lei ha detto: ecco lo Sposo; lei era una vergine, aveva sposato Gesù crocifisso. E ha detto: ecco lo Sposo. Allora santa Teresina ha detto una fantasia? Ha detto una cosa sentimentale? O ha detto la verità? 

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Con Maria Desolata

Castel Gandolfo, 7 gennaio 1996

In un intenso colloquio con focolarini sposati, rispondendo ad una loro domanda, Chiara Lubich confida in che modo Maria, la Desolata, si fa per lei “maestra” del saper perdere (per seguire Gesù).

(…) Ecco, poi volevo dirvi qualcosetta anche sulla Desolata. La Desolata è la maestra del perdere. Be' qui, popi, la mia pratica - siccome devo comunicarvi la mia anima - è quando viene in mente qualcosa di inutile: perdo, perché questo... mi fa fastidio questo qualcosa di inutile, perché ormai abbiamo anche l'anima abituata un po' alle cose belle, che sono leggere, soavi, bellissime. Quando entra qualcos'altro, un po' di terra, un po'..., ecco, sentiamo un disagio, allora si capisce: qui c'è un attaccamento, qui c'è un po' di superbia, qui c'è un po' di orgoglio, qui c'è un attaccamento a qualche cosa, qui c'è..., ecco, e noi sentiamo nell'anima. Allora l'unica è la Desolata: perdere. Allora io... si perde e ci si butta ad amare, ci si butta ad andare avanti, ecc.  
Perciò viviamo anche questo.  

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Alle porte del nuovo millennio

Amman, 7 dicembre 1999

Nel dicembre 1999 Chiara Lubich si trova ad Amman (Giordania), per incontrarvi la piccola, ma viva e promettente comunità dei Focolari. Le attese per il nuovo millennio sono cariche di speranze e di timori.  Proponiamo questa sua  risposta alla rivista Neue Stadt: “Quale visione hai per il nuovo millennio?”

Domanda: Quale visione hai per il nuovo millennio?

Chiara: Non ho una visione per il prossimo millennio. Non posso averla perché non sono profeta. Ma ho in cuore molte e grandi speranze. Esse nascono nel mio animo senz'altro per effetto del carisma che lo Spirito Santo vi ha deposto a beneficio di molti, di cui vedo nell'Opera, il Movimento dei Focolari, una sua realizzazione così vasta, universale, imponente che non può non mettermi in un vivo ottimismo anche di fronte al tempo che verrà.

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Giornata mondiale della gioventù, un  appuntamento con Gesù

Colonia, 16 Agosto 2005

Dal 28 al 31 luglio si svolge a Cracovia (Polonia) la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG). Proponiamo il messaggio di Chiara Lubich ai giovani partecipanti a Colonia (Germania) nell’agosto 2005. “ Una volta incontrato Gesù, come non perderlo?”.

Messaggio di Chiara Lubich ai giovani partecipanti al Colourdome durante la GMG 2005

“Perché vai alla GMG?” “Perché spero di incontrare Gesù”, ha risposto  una ragazza arrivata qui a Colonia insieme a centinaia di migliaia di giovani da tutto il mondo.
Penso che non è l’unica ad avere in cuore questo struggente desiderio: incontrare Gesù! Ed è anche il motto di questa GMG: cercare Cristo, trovarlo ed adorarlo.

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“Benevoli e Misericordiosi…”

Parola di vita di agosto 1988

Il commento di Chiara Lubich a questo brano tratto dalle lettere di s. Paolo ci porta al cuore del messaggio cristiano, così fortemente sottolineato da papa Francesco in quest’Anno Giubilare della Misericordia.

«Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo» (Ef 4,32).

La Parola di vita di questo mese è presa dalla lettera di san Paolo alla comunità di Efeso. L'apostolo sta parlando delle vita cristiana come vita di unità e di carità. Do­po avere elencato le cose che l'amore cristiano ci fa evitare (la menzogna, il furto, la disonestà, ecc.). egli ci dice ciò che questo amore spinge a fare. Ed ecco uno dei primi atteggiamenti che la carità ci suggerisce: la misericordia, il perdono verso tutti.

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Per un’ Europa Patria comune.

Rocca di Papa, 30 giugno 2003

Messaggio di Chiara Lubich per Stoccarda

Dal 30 giugno al I° luglio è in corso a Monaco di Baviera il quarto incontro internazionale di “Insieme per l’Europa”, risultato di un cammino di comunione  iniziato nel 1998, tra oltre 300 Movimenti e Comunità di varie Chiese. Proponiamo il messaggio di Chiara Lubich in vista della preparazione della giornata delll’8 maggio 2004 a Stoccarda. 

Il santo Padre Giovanni Paolo II, nel suo ultimo viaggio a Madrid, in Spagna, ha detto una frase che ha avuto una particolare risonanza nel nostro animo. Ha affermato d'avere un sogno: l'"Europa dello spirito". Non solo quindi l'Europa politicamente una, non solo l'Europa dell'euro e così via, ma "l'Europa dello spirito".

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Vivere la Chiesa

La Chiesa-comunione nel pensiero di Chiara Lubich. 

Negli anni in cui iniziava il Movimento, per Chiesa si intendeva tante volte soltanto quella formata da pietre con Gesù nel tabernacolo, Maria, sant’Antonio sull’altare; la Chiesa era, in certo modo, per molti sinonimo di catechismo, di prima Comunione… Voleva dire anche altri Sacramenti, le feste patronali; forse significava far parte dell’Azione Cattolica, ecc. Voleva dire parrocchia, il parroco; se si sapeva che esistevano, il Vescovo, il Papa.

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Fini e spiritualità del Movimento dei Focolari

Lublino (Polonia), 19 giugno 1996

Estratto dalla lectio magistralis tenuta in occasione del conferimento a Chiara Lubich  della laurea h.c in Scienze Sociali dall’Università Cattolica di Lublino (Polonia)

(…)

Il Movimento dei Focolari.

Non è facile descriverlo in qualche minuto. Vediamo però subito a quale scopo pensiamo Dio l'abbia suscitato.

Quando esso è apparso nella Chiesa, negli anni quaranta, erano tempi in cui - e loro lo possono capire meglio di altri - si dilatava nel mondo un'ideologia che misconosceva Dio, anzi voleva bandirLo dalla società.

L'odio aveva assunto un ruolo importante per la realizzazione di una società che pure si voleva presentare come progressista1.

L'unità, l'unità dei popoli senza Dio, costituiva l'utopia a cui si voleva credere e per la quale valeva la pena di spendere gran parte delle proprie energie.

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“Dio abiterà con loro; essi saranno il suo popolo.” (cf Ap 21,3).

Parola di vita di gennaio 1999

Il commento di Chiara Lubich a questa Parola tratta dall’Apocalisse ci porta al cuore del mistero Pasquale: Gesù è venuto per comunicarci la sua vita d’amore col Padre perché anche noi la viviamo.

A gennaio, in molte parti del mondo, i cristiani celebrano insieme la loro comune fede con preghiere e incontri speciali. Il tema scelto per la Settimana, a ciò specialmente dedicata, è tratto dall'Apocalisse. Leggiamolo per intero:

"Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro 
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il 'Dio-con-loro'.
E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate" (Ap 21,3).

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Il problema ecologico e la fraternità

Castel Gandolfo, 4 marzo 1989

Da una risposta di Chiara ai giovani

«Lo sviluppo delle scienze e della tecnica è stata un’evoluzione prodigiosa che ha fatto rimanere il mondo incantato. Ma questo progresso è avvenuto il più delle volte prescindendo da Dio, e perciò non tutto è andato per il verso giusto.

Per cui ora ci troviamo tutti a convivere in un pianeta in cui, se non rimediamo con urgenza, può verificarsi un’altra catastrofe, che ci coinvolgerebbe tutti, la catastrofe ecologica.

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