Un amore esercitato

L’amore al prossimo: una scoperta progressiva di Chiara Lubich e delle sue prime compagne sin dagli inizi delle loro esperienza.

«Pur intuendo che il fondamento del Vangelo è la carità (l’amore del prossimo) ..., non è che capissimo subito come fare a viverla, con chi dovesse essere messa in pratica e su quale scala.

All’inizio, portate soprattutto dalle circostanze dolorose della guerra, indirizzammo il nostro amore ai poveri, sicure di ravvisare sotto quei volti macilenti, ributtanti a volte, il volto del Signore. E fu una scuola. Noi non eravamo abituate ad amare in senso soprannaturale. Il nostro interesse era arrivato, al più, fino ai nostri cari o agli amici, in quell’ottimo rispetto o sana amicizia naturale.

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«Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25,40).

Parola di vita di novembre 1984

Questa Parola di Gesù è incastonata, come una perla, nella nota pagina dell'evangelista Matteo sul giudizio finale. È una pagina che, in sintesi, ci ripresenta tutto il messaggio del Vangelo, suggellando quanto esso afferma sull'uomo e quanto richiede da lui.

Gesù, l'atteso da "tutte le genti", è venuto e ha salvato l'umanità naufragata nel peccato, soffrendo in se stesso il prezzo di tanta purificazione. È lui che tornerà, a giusto titolo come re-giudice, alla fine dei tempi e radunerà tutti gli uomini di ogni luogo e di ogni epoca, per dare a ciascuno ciò che gli spetta secondo le sue opere: il premio o il castigo eterno.

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Il Triduo Pasquale

Lago di Costanza (Svizzera), 16 aprile 1981

Le ore più preziose dell’anno, nella vita e nel pensiero di Chiara Lubich, sono  quelle della Settimana Santa.

Stiamo passando le ore più preziose dell'anno; preziose per la Chiesa che rivive con la liturgia la Passione, la morte e la risurrezione di Gesù. Preziose per noi tutti del Movimento che abbiamo una spiritualità incentrata sull'unità e su Gesù abbandonato.

Oggi è il Giovedì santo, la nostra festa. Come oggi Gesù, tanti anni fa, ha dato ai suoi discepoli il comandamento nuovo, quel comandamento che è legge fondamentale e base di ogni altra norma per ciascuno di noi. Come oggi, Gesù ha pregato per l'unità: "Che tutti siano uno". Come oggi, ha istituito l'Eucaristia che lo rende presente fra noi ed ha come effetto, appunto, la nostra unità con lui e fra noi. E come oggi, ha istituito il sacerdozio che rende possibile l'Eucaristia. Tutto, tutto questo in un sol giorno.

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Dal Diario, 1973

5 febbraio 1973

Chiara Lubich durante un periodo di malattia comunica la luce scaturita dalla sua esperienza.

«Ho capito in questi giorni moltissime cose...

Che anche piangere è Vangelo: “Beati quelli che piangono” (Mt 5, 4).

Che la salute è un dono che non si conosce e di cui si è grati infinita-mente a Dio quando la si perde. Lo si ringrazia infatti per tutto il tempo in cui la si è goduta ignari del dono.

Che il patire che porta all’esasperazione è un nuovo volto di Gesù Abbandonato.

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Un'unica parola: amare

Mollens, 10 settembre 1987

Il laico,  nel pensiero  cristiano, chi è?

Un quesito non secondario per la maggior parte dei cristiani, che  sono appunto laici. In questo testo  del 1987, fatto alla vigilia del Sinodo dei Vescovi per il laicato, cui  partecipò e intervenne con il tema “Spiritualità e Movimenti”,  la visione sempre attuale della Fondatrice dei Focolari. . 

Carissimi,

Questa volta vi parlo di una cosa particolare.

La Chiesa cattolica sta per celebrare un avvenimento a cui certamente le altre Chiese cristiane saranno interessate per la specificità dell’argomento che vi si affronterà. Si tratta del Sinodo sui laici, che si terrà in Vaticano nel mese di ottobre. Vi parteciperanno cardinali, vescovi, qualche sacerdote e una sessantina di laici di tutto il mondo, fra i quali il Santo Padre ha scelto anche me.

Vi andrò quindi cercando di dare tutta la mia attenzione ed il mio contributo, anche se, forse, solo indiretto, alla trattazione di un simile tema.

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E' Natale

Collegamento CH - Dicembre 2005

Tra le pagine più suggestive e toccanti di  Chiara Lubich, vi sono certamente quelle che scrisse sul Natale. Accogliamo il suo augurio di viverlo alla luce che il Natale di Gesù sprigiona.

Le vetrine dei negozi sono addobbate a festa, palle dorate, piccoli alberelli di Natale, offerte di regali preziosi. Le strade la notte brillano di stelline cadenti o di stelle comete; gli alberi che costeggiano i marciapiedi con i rami carichi di lucette rosse o blu o bianche creano viali dall’atmosfera surreale…

C’è aria d’attesa. Tutti vi sono coinvolti…

Natale non è solo un ricordo tradizionale: la nascita di quel bambino 2005 anni fa… Natale è vivo! E non solo nelle chiese con i presepi, ma tra la gente per il clima di gioia, di amicizia, di bontà che ogni anno crea.

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“A che sarebbe Lui infinitamente Misericordioso?”.

Castel Gandolfo, 3 ottobre 2005

(da un discorso preparato per i focolarini, letto da Natalia Dallapiccola il 24/10/2005)

Per questo Giubileo speciale voluto da papa Francesco, il commento fatto da Chiara Lubich nel 2005 a due sue lettere degli anni ‘40 apre a una fiducia sconfinata in Dio che è Perdono. 

Un frutto di Gesù abbandonato che non abbiamo molto messo in luce, ma che è pure presente nelle letterine dei primi tempi del Movimento, è la fede sicura nella misericordia di Dio, la certezza del perdono dei propri peccati. Significative queste brevi righe: 

“Credi, credi all’Amore: Se tutto ha dato per te, tutto ha perdonato dal primo momento che ha visto in te il rincrescimento. Caccia gli scrupoli. Non credi capace Gesù di perdonarti dopo che per te fu in croce abbandonato?” (11.1.45). 

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Impegnarsi a fare un Santo Viaggio

Rocca di Papa, 27 novembre 1986

In questa audio-conferenza, la “telefonata” che dal 1980 riunisce periodicamente la famiglia del Movimento dei Focolari nel mondo, l’invito a prepararci al Natale camminando insieme nella semplice ed evangelica via dell’amore

Carissimi, 

Siamo, dunque, sempre in viaggio per giungere alla meta che speriamo sarà, se Dio ci aiuta, coronata dalla santità. Già parecchi fra quelli che hanno intrapreso questo cammino sono arrivata e, a quanto possiamo sapere, con successo. Giungono notizie quasi tutte le settimane e molto spesso c’è veramente da lodare Dio.

I più, e siamo noi, sono ancora qui su questa terra ad incitarsi vicendevolmente: il nostro Collegamento ha appunto questo scopo.

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Misericordia e perdono

“La verità è misericordia pura”. Da uno scritto di Chiara Lubich prima del 1959. 

Avevamo detto di voler vedere solo Gesù nel fratello, di trattare con Gesù nel fratello, di amare Gesù nel fratello, ma ora s’affaccia il ricordo che quel fratello ha questo o quel difetto, ha questa o quella imperfezione. 

Il nostro occhio si complica e il nostro essere non è più illuminato. Di conseguenza si rompe l’unità, errando. 

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A base, a mezzo, a fine: l’unità

AVE MARIA! 11 maggio 1948

(Lettera di Chiara Lubich dell’11 maggio 1948 a padre Bonaventura da Malé, ofm cap.) 

Unità, parola divina. Sono lapidarie queste parole scritte dalla ventottenne Chiara lubich. C’è tutta la meraviglia, lo stupore della scoperta che le “serra la gola nella foga troppo forte di voler uscire”. Le parole del testamento di Gesù, “sintesi di tutti i suoi pensieri” hanno scavato in lei una voragine di fiamma. E’ arduo esprimere l’ineffabile, che trova alfine una sintesi ardita. 

L’Unità “è Dio: Unità-Trinità”.

Carissimo Fratello in Gesù e nel Serafico Padre,

Anch’io non so quello che Le scriverò.

La Luce, tutta la Luce che Dio mi ha dato (a trionfo estremo della sua infinita misericordia!) mi serra la gola nella foga troppo forte di voler uscire. Impetuosamente.

La sua lettera m’ha confermato il pensiero che mi ero fatto dell’anima sua, molto amata dal Signore e vorrei in un attimo, in un baleno donarle tutto il mio, tutto quello che Dio ha edificato in me sfruttando il mio nulla, la mia debolezza, la mia miseria.

Ci sarebbe da morire dal dolore nel non poterlo fare immediatamente, se non si sapesse che Dio (l’Autore di tutto) lo può.

Lo credo.

Lo creda.

Troverà in sé il risultato di questa fede.

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Maria, regina del mondo

(15-30 agosto 1959)

Negli ‘anni verdi’ della rivista Città Nuova (opportunamente nata per collegare i partecipanti all’ultima Mariapoli sulle Dolomiti prima che si decentrasse) l’aria che si respira è nuova, fresca, rivoluzionaria per la mentalità dell’epoca. Vangelo in atto. L’articolo di fondo a firma di Chiara risulta un manifesto di Dottrina sociale; datato 30 agosto ’59 (il 22 ricorreva la festa di Maria Regina), invita i popoli ad amarsi fino all’unità, oltrepassando i propri confini…debellando le guerre..

Affiora una presenza, un vincolo nascosto,vivo in ogni nazione:Maria La Madre Regina dei popoli.

Se un giorno gli uomini, ma non come singoli bensì come popoli, se un giorno i popoli sapranno posporre loro stessi, l'idea che essi hanno della loro patria, i loro regni, e offrirli come incenso al Signore, Re di un regno che non è di questo mondo, Capitano degli eserciti, Guida della storia, e questo lo faranno per quell'amore reciproco fra gli Stati, che Dio domanda, come domanda l'amore reciproco tra i fratelli, quel giorno sarà l'inizio di una nuova era, perché quel giorno, così come è viva la presenza di Gesù fra due che si amano in Cristo, sarà vivo e presente Gesù fra i popoli, messo finalmente al suo vero posto di unico Re, non solo dei cuori ma delle nazioni: sarà il Cristo Re.

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