Quella parola

Rocca di Papa, 20 novembre 1979 

La Parola di vita che viene proposta a tutto il Movimento dei Focolari per il mese di marzo 2015 recita così:  “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8, 34). Una Parola che Chiara Lubich ha avuta presente tutta la vita e che è stata fonte di luce per lei e per tanti altri nel mondo. Ecco come la spiegava ai giovani nel 1979. 

Carissimi gen,  

forse volete sapere una parola che sia quella; una parola che dica tutto, che riassuma la verità, che vi porga una ricetta per una vita vera.  

È ciò che sto meditando anch’io questi giorni.

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Santità come dono

Rocca di Papa, 10 maggio 1991

Dal diario di Chiara Lubich

Straordinaria comunicatrice, Chiara Lubich non ha mai tenuto per sé le luci, le spinte dello Spirito Santo, le verifiche sempre nuove dell’attualità della Parola di Dio. La sua vita è un libro aperto nel quale tutti possono leggere.
Anche sul tema della santità, Chiara non è stata avara e ha comunicato le esperienze interiori, gli sforzi e i propositi come per formare un “sistema di carrucole spirituali che solleveranno il mondo”. Nel cammino alla santità puntava all’essenziale, in piena linea con il Nuovo Testamento (“Siate perfetti come il Padre vostro celeste” Mt 5,48. “La volontà di Dio è la vostra santificazione”, 1 Tess 4,3) e anticipando quello che il Vaticano II definirà chiamata universale alla santità (cf. LG 39-42).
Nella linea del suo carisma, l’accento è messo sull’amore come via di perfezione, un amore che è dono.È quest’aspetto di dono e di “dono per gli altri” che risalta dalle righe così personali di un Diario del 1991, scelto tra i tanti, che qui proponiamo.
Sul concetto di santità in Chiara Lubich si può leggere "Santificarsi insieme: la santità nel pensiero e nella testimonianza di Chiara Lubich" un articolo di Lucia Abignente per la rivista Nuova Umanità.

Sto partendo per il Brasile e l'idea che mi domina dentro è: "debbo farmi santa".
Sì, perché ho parecchie cose da sistemare prima della "Partenza" e dell'"Incontro", che saranno, comunque, quando Dio vorrà: gli statuti, in pratica però già fatti; i regolamenti, che sto per concludere; le grazie speciali del '49, cui stiamo lavorando. Ma ai popi [= ai focolarini] devo lasciare ancora una cosa: la mia santità. E' necessaria perché abbiano un modello che vale molto di più di tanti scritti.

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Senza accettazione di persone

Roma, 1969

Ogni uomo, chiunque egli sia, è degno del nostro rispetto e della nostra confidenza

«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”...» (Gv 4,10).  
Gesù alla Samaritana non si attarda a rispondere riguardo ai litigi che esistono tra Giudei e Samaritani.
Il suo è un linguaggio che colpisce, che incanta, che trasporta dalla terra al Cielo.
Sembra che il cuore gli esca dal petto nel desiderio di dare il meglio che porta sulla terra: il dono di Dio.
Due sono le cose che vuol dare agli uomini: la grazia e la conoscenza di Colui che quest’«acqua viva» dona.

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La famiglia

Rocca di Papa, 25 dicembre 1973

Quest'anno mi viene particolarmente in rilievo Natale come la festa della famiglia.  
Ma dov'è nata la più straordinaria famiglia se non nella grotta di Betlemme? E' lì, con la nascita del Bambino, che essa ha avuto origine. E' lì che si è sprigionato per la prima volta nel cuore di Maria e di Giuseppe l'amore per un terzo membro: il Dio fatto bambino.  

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L’essenziale oggi

Roma, 1970

Quando Papa Paolo VI commentò il Credo, fece due affermazioni che ebbero un’eco particolare nel nostro cuore e fecero risuonare verità antiche in una vibrazione nuova.
Parlando di Dio affermò: «Egli è Colui che è... ed egli è Amore»1 .
E fra le caratteristiche di Cristo ricordò che: «Egli ci ha dato il suo comandamento nuovo, di amarci gli uni gli altri com’egli ci ha amato»2 .
Prima del Concilio, pur essendo queste verità sempre esistite, al popolo era chiaro soprattutto che Dio è Colui che è, e che Gesù ci ha salvati.

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Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha ...

Roma, (Città Nuova) 25 novembre 1988

Commento alla Parola di Vita:

Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto (Lc 3,11).

Queste parole sono prese dalla predicazione del Battista. L'evangelista Luca riferisce che tra le folle che correvano al Giordano per farsi battezzare, c'erano anche dei pubblicani (esattori delle imposte per conto dell'autorità romana), i quali, a motivo di questa loro professione, erano considerati dei pubblici peccatori; e c'erano dei militari i quali, a motivo della loro provenienza pagana, erano ritenuti dei “lontani da Dio”;

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Tu sei. Così è.

Roma. (Scritto anteriore al 1963)

Vivendo “dentro” tutto, il vivere e il morire, prende senso…

Coloro che sinceramente ti amano, ti sentono spesso, Signore, nel silenzio della loro stanza, nel profondo del loro cuore, e questa sensazione commuove l’anima come toccasse ogni volta sul vivo.

E ti ringraziano d’esser loro così vicino, così Tutto: Colui che dà senso al vivere e al morire.

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E' in te la sorgente della vita

Roma (Città Nuova), 25 dicembre 2001

Commento alla Parola di Vita:

E' in te la sorgente della vita. (Sal 36,10)

[…]
Questa Parola della Scrittura ci dice qualcosa di così importante e vitale, da essere uno strumento di riconciliazione e di comunione.
Anzitutto ci dice che una sola è la sorgente della vita, Dio. Da lui, dal suo amore creativo, nasce l'universo e ne fa la casa dell'uomo.
E' lui che ci dà la vita con tutti i suoi doni. Il salmista, che conosce le asprezze e le aridità dei deserti e che sa cosa significa una sorgente d'acqua, con la vita che le fiorisce attorno, non poteva trovare un'immagine più bella per cantare la creazione che nasce, come un fiume dal grembo di Dio.

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Io sono il pane della vita; chi viene a me ...

Roma (Città Nuova), 25 luglio 2000

Commento alla Parola di vita:

Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. (Gv 6,35)

Nel suo vangelo, Giovanni narra che Gesù, dopo aver moltiplicato i pani, nel grande discorso tenuto a Cafarnao, dice fra il resto:  "Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà" (Gv 6,27).
E' evidente, per i suoi uditori, il riferimento alla manna, come anche all'aspettativa della "seconda" manna che scenderà dal cielo nel tempo messianico.

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Accoglietevi gli uni gli altri

Roma (Città Nuova), 10 novembre 1992

Commento alla Parola di vita:

Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi, per la gloria di Dio
(Rm 15,7)

Queste parole sono una delle raccomandazioni finali rivolte da san Paolo nella sua lettera ai cristiani di Roma. Questa comunità, come del resto tante altre sparse nel mondo greco-romano, era formata da credenti che provenivano in parte dal paganesimo ed in parte dal giudaismo, quindi con mentalità, formazione culturale e sensibilità spirituale molto diverse. Questa diversità dava adito a giudizi, prevenzioni, discriminazioni ed intolleranze degli uni verso gli altri, che certamente non si accordavano con quella accoglienza reciproca che Dio avrebbe voluto da loro.

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L’amore fa simili

Roma,  25 aprile 1976

Come amare Maria? Imitandola, essendo come lei Parola di Dio viva.

“Ogni tanto sento, come un rimprovero, che non amo abbastanza Maria, che penso poco a lei. Secondo te, che cosa bisognerebbe fare per avere una vera devozione verso Maria ?”

Al solo pensiero di parlar di Maria sento tremarmi l’anima e battere il cuore. È questo tale argomento che supera ogni nostra facoltà e al posto della parola meglio sarebbe il silenzio.

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