Come un celeste piano inclinato

Roma, 5 marzo 19581

Questo scritto, intriso di profonda ispirazione, è stato pubblicato per la prima volta in “Città Nuova” nel 1958, con il titolo “Maria”

Maria non è facilmente capita dagli uomini, anche se tanto amata.
È più facile infatti trovare in un cuore lontano da Dio la devozione verso di Lei che la devozione verso Gesù.
È universalmente amata.
E il motivo è questo, che Maria è Madre.

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Ho visto la Terra Santa

Roma, 1956

Nel 1956 Chiara si reca per la prima volta in Terra Santa per visitare una persona che viveva un momento difficile. Del tutto inatteso, però, l’incontro con Gesù, l’uomo-Dio.

La pietra forata

Quando dalla costa azzurrissima del golfo di Beirut contemplavo la città, recentemente scossa dal terremoto, a ridosso di colline costellate da migliaia di casette, e si riprendeva il volo verso il mare, per alzarci onde poter riaffrontare, ritornando, i primi monti della Palestina, non credevo che Gerusalemme e i Luoghi Santi avrebbero inciso così sul mio animo.

Non ero andata là per un pellegrinaggio.  (...)

Chiara Lubich

Testo

... in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio

Roma, 25 dicembre 1996

Commento alla Parola di vita:

... in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio (2 Cor 5,20).

E' l'esortazione di Paolo ai Corinzi che segue il grande annuncio, cuore di tutto il Vangelo: Dio ha riconciliato il mondo a sé per mezzo di Cristo (cf 2 Cor 5,19).

Sulla croce, nella morte del suo Figlio, Dio ci ha dato la prova suprema del suo amore. Per mezzo della croce di Cristo, Egli ci ha riconciliati con sé.

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Sono pochi giorni che l'abbiamo Papa, Giovanni XXIII

20 novembre 1958

Giovanni XXIII è  il papa che firmò l’approvazione del Movimento dei Focolari nel 1962. Così Chiara Lubich lo ricorda nelle colonne della rivista “Città Nuova”

(...)
In Giovanni XXIII è Gesù dal cuore in mano. Gesù che pieno di dolore e di amore dice ai suoi discepoli: "Figliolini miei, amatevi a vicenda".

Ma siccome l'amore non è amore se non è forte, si presenta in Lui la facilità di scendere al concreto e all'immediato, di incarnare insomma quelle parole: "Coepit facere et docere", di far con amore universale per tutti e particolare per ciascuno, della Chiesa, una famiglia.

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Gesù crocifisso e abbandonato

Roma, Novembre-dicembre 1961

Gesù abbandonato Risorto, rivissuto nella nostra vita quotidiana. Si propone questo testo di Chiara Lubich all’avvicinarsi della celebrazione del mistero centrale della fede cristiana, la morte e la risurrezione di Cristo.

Come tutto il Cristianesimo è un mistero di amore e di dolore, così gli elementi veramente vitali del nostro Movimento sembrano a noi l’amore ed il dolore.
Ma come nel Cristianesimo in genere l’amore supera il dolore, la vita vince sulla morte, così è nell’Opera di Maria. (...)

Chiara Lubich

Cf. C. LUBICH, Scr.Sp./3, Tutti uno, Roma 1979, p. 49

Testo

L'abito dei cristiani

Roma, 1963

Un invito alla gioia del Vangelo.

Alle volte, Signore, nelle vanità ambulanti per le vie della città, tra la frivolezza e la superficialità, la tristezza e la fretta dell’uomo, d’ogni uomo che passa, il fruscio d’un abito di suora, il silenzioso angelico passaggio d’una “piccola sorella di Foucauld” nel suo aspetto decisamente dimesso, dice ancora alle nostre anime l’ideale del suo fondatore, che “gridò” il Vangelo con la sua vita.

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Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore ...

Roma, 25 aprile 1994

Commento alla Parola di vita:

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore (Gv 15,10).

Queste parole sono prese dall'ampio discorso riportato dal quarto Vangelo (cf Gv 13,31-17,26), che Gesù ha rivolto ai suoi apostoli dopo l'ultima cena.
Viene in luce che l'osservanza dei suoi comandamenti ci fa rimanere nell'amore.
Esse richiamano un versetto precedente, in cui Gesù dice ai suoi apostoli: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti" (Gv 14,15) ove viene in luce che l'amore per Gesù deve essere il movente, la radice da cui deve partire l'osservanza dei suoi comandamenti.

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Beati i puri di cuore perché vedranno Dio

Roma, 25 ottobre 1999

Commento alla Parola di vita:

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio (Mt 5,8).

La predicazione di Gesù si apre col discorso della montagna. Davanti al lago di Tiberiade su una collina nei pressi di Cafarnao, seduto, come usavano fare i maestri, Gesù annuncia alle folle l'uomo delle beatitudini.
Più volte nell'Antico Testamento risuonava la parola "beato" e cioè l'esaltazione di colui che adempiva, nei modi più vari, la Parola del Signore.

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Lettera indirizzata ad Elena Alvino

Roma, 18 dicembre 1948

Nei primi giorni del dicembre 1948, Chiara con tre delle sue prime compagne va ad abitare in casa dei coniugi Elena e Luigi Alvino. Da allora Chiara chiamerà la signora Alvino “Frate Jacopa” per il suo materno servizio e per la sua disponibilità verso tutti. Pochi giorni dopo il suo arrivo, Chiara confessa a Elena, con squisita sensibilità, il suo errore di giudizio nei confronti di alcune persone “ricche"

Mia carissima in Gesù Amore Infinito,

Stamane sarei corsa da Lei appena svegliata, se non avessi temuto di disturbare.
Sentivo di dover compiere un atto di giustizia verso Gesù che nel mio cuore parlava così forte, rimproverandomi.

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La gioia di ritrovarsi fratelli

Roma, 10 marzo 19761

L’ottimismo che traspare da questo testo ha una radice profonda e inconfutabile nell’esperienza quotidiana di Chiara: l’amore – quello divino che ci è partecipato – fa miracoli.

Hai avuto contatti con tanti cristiani non cattolici. Come li vedevi prima questi fratelli e come li consideri ora?

Ecco: di fronte ad una bottiglia riempita per tre quarti si possono avere le due note reazioni: Ah! ne manca ancora un quarto! Oppure: È già riempita per tre quarti!  La prima espressione dice come vedevo io una volta i miei fratelli non cattolici, e cioè quindici anni fa, prima che iniziassi a lavorare, con tutto il Movimento dei Focolari, per l’ecumenismo.

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Risposte ad amici musulmani del Movimento dei Focolari

Roma, 13 giugno 19981

Nei suoi numerosi incontri con gli amici musulmani del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich ha avuto momenti di dialogo profondo e sincero. Vengono qui riportate alcune sue risposte a loro domande, conservandone l’immediatezza del parlato.

Vorremmo chiederti, Chiara, come ti sei trovata nel rapporto con i fedeli delle altre religioni ?

Mi sono sempre trovata benissimo! Perché anche se le nostre religioni sono diverse abbiamo molto in comune e questo ci unisce; la diversità invece ci attrae, ci incuriosisce.
Per cui, per due motivi sono contenta: perché vengo a conoscere altre cose, entro nella cultura dell’altro, ma anche perché trovo fratelli uguali, in quanto crediamo in tante cose uguali.  
La più importante è la famosa «regola d’oro»: «Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te». Questa frase è presente nei libri sacri di tutte le più importanti religioni. È, per i cristiani, anche nel Vangelo.
Essa vuol dire: tratta bene i tuoi fratelli, abbi tanta stima dei tuoi fratelli, ama i tuoi fratelli.
E allora, quando essi scoprono questa frase nella propria Scrittura e io nella mia, io amo, loro amano, ecco che ci amiamo, e questa è la base per iniziare a vivere la fratellanza universale. (...)

testo

1 (Da: Chiara Lubich LA DOTTRINA SPIRITUALE, Città Nuova, Roma, 2009 pag. 477-483)

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