Cristo, unico fondamento della Chiesa

Città Nuova, 25 dicembre 20041

Dal 18 al 25 gennaio in molte parti del mondo si celebra la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, mentre in altre si celebra a Pentecoste.
Quest’anno la frase scelta per la Settimana di preghiera è: “E’ forse diviso il Cristo?” (1 Cor 1,13).
Chiara Lubich era solita commentare il versetto biblico ogni volta. Per mantenere questo suo apporto proponiamo un suo testo del gennaio 2005 a commento del versetto: “Cristo, unico fondamento della Chiesa” (cf 1 Cor 3,11) che potrebbe essere un contributo ad approfondire la frase proposta quest’anno.

Commento alla Parola di vita:

Cristo, unico fondamento della Chiesa (cf 1 Cor 3,11).2

Era l'anno 50 quando Paolo arrivò a Corinto, la grande città della Grecia famosa per l'importante porto commerciale e vivace per le sue molteplici correnti di pensiero. Per 18 mesi l'apostolo vi annunciò il Vangelo e pose le basi di una fiorente comunità cristiana.

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La Chiesa ammantata di bellezza appare veramente la Sposa di Cristo

Roma (Città Nuova), 10 dicembre 1965

Nel 1965, mentre si concludeva il Concilio Ecumenico Vaticano II, Chiara ci coinvolge nella speranza di un Natale che segni una rinascita. L’evento dell’incarnazione è anticipo della Pasqua.

Natale: anche quest'anno è un ricordo vivo, un rinnovarsi della nascita di Gesù bambino.
Natale riporta un sapore di eterna rinascita e rimette nell'aria – pur nel più crudo inverno – l'atmosfera e il profumo della primavera, natale delle stagioni. Ma quest'anno, il Natale, lo si avverte in modo particolare.

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Il Signore vi faccia crescere e abbondare ...

Roma, 25 ottobre 1994

Commento alla Parola di vita:

Il Signore vi faccia crescere e abbondare nell'amore vicendevole e verso tutti (1 Tess 3,12).1

Queste parole sono una di quelle espressioni, familiari a san Paolo, nelle quali egli augura e nello stesso tempo chiede al Signore delle grazie speciali per le sue comunità (cf Ef 3,18; Fil 1,9 ecc.)

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Come misuriamo saremo misurati

Rocca di Papa, 17 Marzo 1983

(...)

Spesse volte il pensiero della morte ci è amaro perché temiamo il giudizio di Dio.
Esso ci appare una vera incognita e noi ne abbiamo paura al ricordo dei nostri peccati.

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Siate benevoli gli uni verso gli altri ...

Roma, 25 luglio 2006

Commento alla Parola di vita:

Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo (Ef 4, 32).1

Concreto ed essenziale questo programma di vita. Basterebbe da solo a creare una società diversa, più fraterna, più solidale.
Esso è tratto da un ampio progetto proposto ai cristiani dell'Asia Minore.

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Dialogo aperto: Come potenziare la personalità

Roma, 25 Novembre 1975

"È possibile che una persona - donandosi agli altri - possa formarsi una propria personalità? Non rinuncia, in tal modo, ad essere se stessa?"

Sapessi che personalità ci si può formare donandosi agli altri! È nell’amore che si brucia tutto il proprio “io”, il proprio “vecchio uomo”, come direbbe san Paolo, per lasciare vivere in noi l’“uomo nuovo”, la nostra vera personalità.

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Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello ...

Roma, 10 Agosto 1990

Commento alla Parola di vita:

Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge (Rm 13,8).1

Nei versetti precedenti (Rm 13, 1-7) san Paolo aveva parlato del debito che noi abbiamo verso l'autorità civile (ubbidienza, rispetto, pagamento delle imposte, ecc.) sottolineando che anche l'assolvimento di questo debito deve essere animato dall'amore.
Comunque, si tratta di un debito facilmente comprensibile, anche perché, in caso di inadempienza, si incorrerebbe nelle sanzioni previste dalla legge.

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Lo stile del Vangelo

Roma, 1969

Chi è il cristiano?

Una risposta di Chiara.

La speranza è una grande virtù. Perché alle volte non siamo pienamente lieti? Perché ci offuscano dolori, lacrime, dispiaceri?

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Dio c’è! Vivi per Lui!

Trento, fine 1943 - inizio 1944

Chiara scrive come una vera animatrice e si firma col nome di terziaria: Sorella Chiara.
«Dio»: così inizia la sua avventura, come lei stessa ha sempre raccontato. «La parola che Dio voleva che io dicessi era Lui stesso, era Dio», dirà nel 1958. Questa lettera lo documenta in modo luminoso.

Ave Maria!

Sorelline mie carissime

Vorrei essere accanto a ciascuna di voi e parlarvi col cuore in mano e colla delicatezza di Dio; dirvi con parole che feriscono il fondo dell’anima ciò che passa nel mio cuore:
Sorella, anima bella, anche in te l’Altissimo ha segnato un disegno d’amore.
Anche tu puoi vivere per qualcosa di grande nella vita.

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Non amiamo a parole né con la lingua ...

Roma, 25 Aprile 1988

Commento alla Parola di vita:

Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità (1 Gv 3,18).

È san Giovanni che scrive. Egli mette in guardia le sue comunità contro certuni, i quali a parole esaltavano la fede in Gesù, ma a questa fede non facevano seguire le opere. Anzi, queste ultime venivano considerate inutili o superflue, come se Gesù avesse già fatto tutto.
La loro era così una fede vuota e sterile, perché lasciava mancare all'opera di Gesù l'apporto indispensabile che egli chiede a ciascuno di noi.

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Il "Ricreatore"

Roma, 1961

Una riflessione sull’arte e sull’artista.

La finalità dell’arte è un po’ oscura, quasi misteriosa, forse semplicemente sconosciuta, certamente non occupa il solo raziocinio.
L’arte, al pari della scienza, comunque ha sempre dato le sue più o meno belle manifestazioni, perché la fantasia, che ne è madre e generatrice, è un talento e una dote magnifica dell’uomo come la memoria, l’affettività, il raziocinio, e anch’essa fiorì in opere; in “opere d’arte”, anche spontaneamente.

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