Lettera indirizzata ad Elena Alvino

Roma, 18 dicembre 1948

Nei primi giorni del dicembre 1948, Chiara con tre delle sue prime compagne va ad abitare in casa dei coniugi Elena e Luigi Alvino. Da allora Chiara chiamerà la signora Alvino “Frate Jacopa” per il suo materno servizio e per la sua disponibilità verso tutti. Pochi giorni dopo il suo arrivo, Chiara confessa a Elena, con squisita sensibilità, il suo errore di giudizio nei confronti di alcune persone “ricche"

Mia carissima in Gesù Amore Infinito,

Stamane sarei corsa da Lei appena svegliata, se non avessi temuto di disturbare.
Sentivo di dover compiere un atto di giustizia verso Gesù che nel mio cuore parlava così forte, rimproverandomi.

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La gioia di ritrovarsi fratelli

Roma, 10 marzo 19761

L’ottimismo che traspare da questo testo ha una radice profonda e inconfutabile nell’esperienza quotidiana di Chiara: l’amore – quello divino che ci è partecipato – fa miracoli.

Hai avuto contatti con tanti cristiani non cattolici. Come li vedevi prima questi fratelli e come li consideri ora?

Ecco: di fronte ad una bottiglia riempita per tre quarti si possono avere le due note reazioni: Ah! ne manca ancora un quarto! Oppure: È già riempita per tre quarti!  La prima espressione dice come vedevo io una volta i miei fratelli non cattolici, e cioè quindici anni fa, prima che iniziassi a lavorare, con tutto il Movimento dei Focolari, per l’ecumenismo.

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Risposte ad amici musulmani del Movimento dei Focolari

Roma, 13 giugno 19981

Nei suoi numerosi incontri con gli amici musulmani del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich ha avuto momenti di dialogo profondo e sincero. Vengono qui riportate alcune sue risposte a loro domande, conservandone l’immediatezza del parlato.

Vorremmo chiederti, Chiara, come ti sei trovata nel rapporto con i fedeli delle altre religioni ?

Mi sono sempre trovata benissimo! Perché anche se le nostre religioni sono diverse abbiamo molto in comune e questo ci unisce; la diversità invece ci attrae, ci incuriosisce.
Per cui, per due motivi sono contenta: perché vengo a conoscere altre cose, entro nella cultura dell’altro, ma anche perché trovo fratelli uguali, in quanto crediamo in tante cose uguali.  
La più importante è la famosa «regola d’oro»: «Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te». Questa frase è presente nei libri sacri di tutte le più importanti religioni. È, per i cristiani, anche nel Vangelo.
Essa vuol dire: tratta bene i tuoi fratelli, abbi tanta stima dei tuoi fratelli, ama i tuoi fratelli.
E allora, quando essi scoprono questa frase nella propria Scrittura e io nella mia, io amo, loro amano, ecco che ci amiamo, e questa è la base per iniziare a vivere la fratellanza universale. (...)

testo

1 (Da: Chiara Lubich LA DOTTRINA SPIRITUALE, Città Nuova, Roma, 2009 pag. 477-483)

Cristo, unico fondamento della Chiesa

Città Nuova, 25 dicembre 20041

Dal 18 al 25 gennaio in molte parti del mondo si celebra la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, mentre in altre si celebra a Pentecoste.
Quest’anno la frase scelta per la Settimana di preghiera è: “E’ forse diviso il Cristo?” (1 Cor 1,13).
Chiara Lubich era solita commentare il versetto biblico ogni volta. Per mantenere questo suo apporto proponiamo un suo testo del gennaio 2005 a commento del versetto: “Cristo, unico fondamento della Chiesa” (cf 1 Cor 3,11) che potrebbe essere un contributo ad approfondire la frase proposta quest’anno.

Commento alla Parola di vita:

Cristo, unico fondamento della Chiesa (cf 1 Cor 3,11).2

Era l'anno 50 quando Paolo arrivò a Corinto, la grande città della Grecia famosa per l'importante porto commerciale e vivace per le sue molteplici correnti di pensiero. Per 18 mesi l'apostolo vi annunciò il Vangelo e pose le basi di una fiorente comunità cristiana.

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La Chiesa ammantata di bellezza appare veramente la Sposa di Cristo

Roma (Città Nuova), 10 dicembre 1965

Nel 1965, mentre si concludeva il Concilio Ecumenico Vaticano II, Chiara ci coinvolge nella speranza di un Natale che segni una rinascita. L’evento dell’incarnazione è anticipo della Pasqua.

Natale: anche quest'anno è un ricordo vivo, un rinnovarsi della nascita di Gesù bambino.
Natale riporta un sapore di eterna rinascita e rimette nell'aria – pur nel più crudo inverno – l'atmosfera e il profumo della primavera, natale delle stagioni. Ma quest'anno, il Natale, lo si avverte in modo particolare.

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Il Signore vi faccia crescere e abbondare ...

Roma, 25 ottobre 1994

Commento alla Parola di vita:

Il Signore vi faccia crescere e abbondare nell'amore vicendevole e verso tutti (1 Tess 3,12).1

Queste parole sono una di quelle espressioni, familiari a san Paolo, nelle quali egli augura e nello stesso tempo chiede al Signore delle grazie speciali per le sue comunità (cf Ef 3,18; Fil 1,9 ecc.)

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Come misuriamo saremo misurati

Rocca di Papa, 17 Marzo 1983

(...)

Spesse volte il pensiero della morte ci è amaro perché temiamo il giudizio di Dio.
Esso ci appare una vera incognita e noi ne abbiamo paura al ricordo dei nostri peccati.

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Siate benevoli gli uni verso gli altri ...

Roma, 25 luglio 2006

Commento alla Parola di vita:

Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo (Ef 4, 32).1

Concreto ed essenziale questo programma di vita. Basterebbe da solo a creare una società diversa, più fraterna, più solidale.
Esso è tratto da un ampio progetto proposto ai cristiani dell'Asia Minore.

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Dialogo aperto: Come potenziare la personalità

Roma, 25 Novembre 1975

"È possibile che una persona - donandosi agli altri - possa formarsi una propria personalità? Non rinuncia, in tal modo, ad essere se stessa?"

Sapessi che personalità ci si può formare donandosi agli altri! È nell’amore che si brucia tutto il proprio “io”, il proprio “vecchio uomo”, come direbbe san Paolo, per lasciare vivere in noi l’“uomo nuovo”, la nostra vera personalità.

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Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello ...

Roma, 10 Agosto 1990

Commento alla Parola di vita:

Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge (Rm 13,8).1

Nei versetti precedenti (Rm 13, 1-7) san Paolo aveva parlato del debito che noi abbiamo verso l'autorità civile (ubbidienza, rispetto, pagamento delle imposte, ecc.) sottolineando che anche l'assolvimento di questo debito deve essere animato dall'amore.
Comunque, si tratta di un debito facilmente comprensibile, anche perché, in caso di inadempienza, si incorrerebbe nelle sanzioni previste dalla legge.

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Lo stile del Vangelo

Roma, 1969

Chi è il cristiano?

Una risposta di Chiara.

La speranza è una grande virtù. Perché alle volte non siamo pienamente lieti? Perché ci offuscano dolori, lacrime, dispiaceri?

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