Dio c’è! Vivi per Lui!

Trento, fine 1943 - inizio 1944

Chiara scrive come una vera animatrice e si firma col nome di terziaria: Sorella Chiara.
«Dio»: così inizia la sua avventura, come lei stessa ha sempre raccontato. «La parola che Dio voleva che io dicessi era Lui stesso, era Dio», dirà nel 1958. Questa lettera lo documenta in modo luminoso.

Ave Maria!

Sorelline mie carissime

Vorrei essere accanto a ciascuna di voi e parlarvi col cuore in mano e colla delicatezza di Dio; dirvi con parole che feriscono il fondo dell’anima ciò che passa nel mio cuore:
Sorella, anima bella, anche in te l’Altissimo ha segnato un disegno d’amore.
Anche tu puoi vivere per qualcosa di grande nella vita.

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Non amiamo a parole né con la lingua ...

Roma, 25 Aprile 1988

Commento alla Parola di vita:

Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità (1 Gv 3,18).

È san Giovanni che scrive. Egli mette in guardia le sue comunità contro certuni, i quali a parole esaltavano la fede in Gesù, ma a questa fede non facevano seguire le opere. Anzi, queste ultime venivano considerate inutili o superflue, come se Gesù avesse già fatto tutto.
La loro era così una fede vuota e sterile, perché lasciava mancare all'opera di Gesù l'apporto indispensabile che egli chiede a ciascuno di noi.

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Il "Ricreatore"

Roma, 1961

Una riflessione sull’arte e sull’artista.

La finalità dell’arte è un po’ oscura, quasi misteriosa, forse semplicemente sconosciuta, certamente non occupa il solo raziocinio.
L’arte, al pari della scienza, comunque ha sempre dato le sue più o meno belle manifestazioni, perché la fantasia, che ne è madre e generatrice, è un talento e una dote magnifica dell’uomo come la memoria, l’affettività, il raziocinio, e anch’essa fiorì in opere; in “opere d’arte”, anche spontaneamente.

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Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete ? ...

Roma, 25 gennaio 1992

Commento alla Parola di vita:

Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso (Lc 6,32).

La Parola di vita di questo mese è presa dal Vangelo di Luca. Essa fa parte di quell'ampia sezione dei detti di Gesù, che nel Vangelo di Matteo corrisponde al discorso della montagna. In questa sezione, come è noto, Gesù descrive le esigenze del Regno di Dio e i lineamenti che caratterizzano coloro che vi appartengono.
Questi si ispirano e si riconducono alla imitazione del Padre celeste. In questo versetto Gesù chiama i suoi discepoli ad imitare Dio Padre nell'amore. Se vogliamo essere figli suoi, dobbiamo amare il nostro prossimo a quel modo con cui Egli ama.

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Tutta la legge trova la sua pienezza in un solo precetto ...

Roma, 25 Maggio 1983

Commento alla Parola di vita:

Tutta la legge trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso (Gal 5,14)1.

È questa una parola di Paolo, l'Apostolo: breve, stupenda, lapidaria, chiarificatrice. Essa ci dice ciò che deve stare alla base del comportamento cristiano, ciò che deve ispirarlo sempre: l'amore del prossimo.
L'apostolo vede nell'attuazione di questo comandamento il pieno adempimento della legge. Essa, infatti, dice di non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare... e si sa che chi ama non fa tutto questo: chi ama non uccide, non ruba...

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Equilibrio divino

Roma, 1950

«In patientia vestra possidebitis animas vestras» (Lc 21, 19)1.
Con questa parola Gesù c’insegna a vivere bene il momento presente della nostra vita: a viverlo in profondità, con perfezione, compiutamente. E questo conta nel cristianesimo: compiere bene le cose.
Infatti: «Chi bene comincia è alla metà dell’opera», è proverbio della sapienza umana, buono quindi, ma non fatto per tutti. Invece: «Chi avrà perseverato sino alla fine, questi sarà salvo» (Mt 10, 22) è della Sapienza divina.

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Se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza ...

Roma, 25 Aprile 1990

Commento alla Parola di vita:

Se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà grazia davanti a Dio (1 Pt 2,20).

L'apostolo Pietro sta illustrando alle sue comunità il genuino spirito del Vangelo nelle sue applicazioni concrete, con particolare riferimento alla condizione e allo stato di vita a cui ciascuno appartiene.
Qui si rivolge agli schiavi che si sono convertiti alla fede ed ai quali, come a tutti gli schiavi nella società di allora, accadeva di subire incomprensioni e maltrattamenti del tutto ingiusti.
Per estensione queste parole sono rivolte a tutte le persone le quali in ogni tempo e luogo si trovano a dover subire incomprensioni ed ingiustizie da parte dei loro prossimi, siano essi superiori od eguali.

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Maria, trasparenza di Dio

Fiera di Primiero (TN), 1959

Chiara Lubich scrisse questo testo per la Mariapoli di Fiera di Primiero del 1959. La Mariapoli era, a quei tempi, un periodo di vacanze trascorse insieme da quanti vivevano lo spirito dei Focolari.

Tra le tante parole
che il Padre pronunziò
nella Sua Creazione
ve ne fu una tutta singolare.
Non poteva esser tanto oggetto d’intelletto
quanto d’intuizione,
non tanto splendore di sole divino,
quanto ombra soave e tiepida,
quasi nuvoletta alacre e bianca
che tempera e adatta i raggi del sole
alla capacità visiva dell’uomo.

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Ero ammalato

Roma, 1978

Ho visto un uomo in una corsia d’ospedale, ingessato. Aveva bloccato il torace e un braccio, il braccio destro.
Col sinistro s’arrangiava a far tutto... come poteva. Il gesso era una tortura, ma il braccio sinistro, anche se più stanco alla sera, s'irrobustiva lavorando per due.

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Le ragioni della convivenza. La convivenza delle ragioni.

Castel Gandolfo, 1 giugno 2001

Carissime e carissimi,

un cordiale benvenuto a tutti, amici nostri, con un ringraziamento di cuore per la vostra presenza!
E' bello ed assai importante il presente Convegno a cui voi, persone di varie convinzioni, partecipate perché interessate allo spirito che ha fatto nascere e muove il Movimento dei Focolari, alle mete, alla sua vita ed alle sue realizzazioni.

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Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri

Roma, 25 Novembre 1989

Commento alla Parola di Vita:

Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri (Gc 5,9).

Per meglio capire la Parola di vita che ci viene proposta per questo mese occorre tenere presenti le circostanze che l’hanno suggerita. Sono gli inconvenienti che si verificavano nelle comunità cristiane a cui è indirizzata la lettera dell’apostolo Giacomo.

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