Dal diario di Chiara

22 nov 1980

Manca più di un mese a Natale e già le vie di Zurigo s'ammantano di luci: Bahnhofstrasse e parallele, una fila interminabile di negozi, una ricchezza fine, ma esorbitante. Siamo nel Paese forse più ricco del mondo.

A sinistra della nostra macchina ecco una serie di vetrine che si fanno notare. Al di là del vetro nevica graziosamente: illusione ottica.

Poi bambini e bambine su slitte trainate da renne e animaletti Waltdisneyani. E ancora slitte e Babbo Natale e cerbiatti, porcellini, lepri, rane burattine e nani rossi. Tutto si muove con garbo. Ah! Ecco gli angioletti... Macché! Sono fatine, inventate di recente, quali addobbi al paesaggio bianco.

Un bambino con i genitori si leva sulle punte dei piedini e osserva ammaliato.

Ma nel mio cuore l'incredulità e poi quasi la ribellione: questo mondo ricco s'è accalappiato Natale e tutto il suo contorno, e ha sloggiato Gesù! Ama del Natale la poesia, l'ambiente, l'amicizia che suscita, i regali che suggerisce, le luci, le stelle, i canti... Punta sul Natale per il guadagno migliore dell'anno..., ma a Gesù non pensa.

"Venne fra i suoi e non lo ricevettero...". "Non c'era posto per lui nell'albergo"..., nemmeno a Natale.

Stanotte non ho dormito. Questo pensiero m'ha tenuta sveglia.

Se rinascessi farei tante cose.

Se non avessi fondato l'Opera di Maria, ne fonderei una che serva i Natali degli uomini sulla terra. Stamperei le più belle cartoline del mondo. Sfornerei statue e statuette con l'arte più pregiata. Inciderei poesie, canzoni passate e presenti, illustrerei libri per piccoli e adulti su questo 'mistero d'amore', stenderei canovacci per rappresentazioni o film.

Non so quel che farei...

Oggi ringrazio la Chiesa che ha salvato le immagini.

Quando sono stata, 25 anni fa, in una terra in cui dominava l'ateismo, un sacerdote scolpiva statue d'angeli per ricordare il Cielo alla gente. Oggi lo capisco di più.

E l'ateismo pratico che ora invade il mondo dappertutto lo esige.

Certo che questo tenersi Natale e bandire il Neonato è qualche cosa che addolora.

Che almeno in focolare, e in tutte le nostre case, si gridi chi è nato, facendogli una festa come non mai.

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