Quaresima, in cammino verso il Risorto

Dal Diario del 30 maggio 1981

Chiara Lubich in questa preziosa pagina inedita del suo diario ci suggerisce un modo semplice di vivere il “digiuno” quaresimale: potare in noi pensieri, sentimenti, azioni che ci allontanano dal vivere bene il presente, il tempo prezioso che Dio ci concede.

Fare la volontà di Dio. Volere la volontà di Dio
Ieri, sforzandomi un po' di fare la volontà di Dio nel presente, ho visto come occorreva tagliare con decisione con quanto è passato o è futuro o non è comunque volontà di Dio del presente. Torna l'idea della rinuncia; non solo di quella implicita che porta con sé l'adempimento della divina volontà, ma di quella esplicita che occorre per piantarsi bene nella nuova volontà di Dio del presente.

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Il segreto dell'espansione mondiale del movimento

Roma, 10 dicembre 1981

Intervista fatta a Chiara Lubich da Suor Ignazia Ishino e Hiroshi Miyahjra di Radio Vaticana che risponde sul perché il Movimento abbia raggiunto in tutto il mondo persone di ogni categoria e convinzione religiosa

"Il Movimento dei Focolari da lei fondato vede una grande espansione nel mondo. Abbraccia tutte le categorie di persone. Che cos'è il segreto o il movente di questa riuscita?" 

Chiara: "Quando abbiamo iniziato, una delle prime idee che Dio ci ha mandato è stata quella di abbandonarci completamente alla sua volontà. Perciò perdere i nostri progetti per la vita e iniziare una vera e propria avventura, fidandoci di Dio che è Padre.  
Ora lui, all'inizio, quando ha pensato di porre la prima pietra dell'edificio di quest'Opera, ci ha suggerito un patto: quello dell'amore scambievole e ci ha anche insegnato tutti quegli accorgimenti necessari per mantenerlo. Abbiamo cercato di esservi fedeli sotto la guida dell'autorità ecclesiastica, nutrendoci ogni giorno dell'Eucaristia e della Parola di Dio.  

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Dal tema sulle beatitudini per i congressi gen 3

Rocca di Papa, 20 giugno 1975

La Parola di vita proposta per il mese di marzo ci riconduce a questo intervento di Chiara Lubich ai ragazzi del Movimento (i gen3).

(…)

Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia
Nella nostra società ci sono tanti emarginati, persone che sono escluse dalla società, eppure si parla moltissimo di uguaglianza fra tutti gli uomini. Ma chi è in realtà che ama ed è amico sincero dei poveri, dei peccatori pentiti, dei disgraziati come fossero belli, senza colpa e fortunati, uguali a tutti gli altri? E chi si dimentica le colpe e perdona le offese ricevute?

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Le novità dello Spirito

Natale '99

Queste righe vergate da Chiara Lubich per il Natale ’99, alla vigilia nel nuovo Millennio con le sue attese, ci invita alla ri-scoperta del suo significato più profondo: quello, come tutti i Natali,della «testimonianza più forte e palese che Uno ci ama, poiché non può essere che amore ciò che l’ha “costretto” a venire ad abitare tra noi». Buon Natale 2018, dono perennemente rinnovato di Dio alla Terra, dono del suo Spirito che è Amore.  

Tutti i Natali della nostra vita sono stati speciali, perché Natale è speciale. 
E non è raro il caso che in quel giorno nel cuore degli uomini s'accenda una fiamma che non si sa analizzare, ma che è legata proprio a quel giorno, a Natale. 
Essa è effetto d'una sicurezza non attesa e improvvisa: la certezza di essere amati.
Sì, perché Natale è la testimonianza più forte e palese che Uno ci ama, poiché non può essere che amore ciò che da lassù, dal Cielo, l'ha "costretto" a venire ad abitare fra noi.

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L'irruzione dello Spirito Santo nella Chiesa riunita in Sinodo

Mentre si sta svolgendo la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo del Vescovi sui Giovani, la fede e il discernimento vocazionale, tutta la Chiesa fa sua l’ardita preghiera di papa Francesco nell’omelia della celebrazione eucaristica di apertura: “Che lo Spirito ci dia la grazia di essere Padri sinodali unti col dono dei sogni e della speranza, perché possiamo, a nostra volta, ungere i nostri giovani col dono della profezia e della visione”. Nel 1987, nella VII Assemblea ordinaria che verteva su Vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo, Chiara, che vi aveva partecipato come uditrice, aveva sperimentato in prima persona tale presenza dirompente dello Spirito. Così racconta in un collegamento telefonico:

“Sono reduce, come sapete, dal Sinodo, al quale ho partecipato assieme a 230 vescovi e cardinali della Chiesa e a 60 laici qualificati. [...]

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«Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza» (2Cor 12,9).

Parola di vita Luglio 1982

Paolo, dovendo scusarsi contro accuse che gli si muovevano, nella Seconda lettera ai Corinzi enumera i suoi titoli per dar maggior credito alla sua missione di apostolo. Dopo le fatiche e le sofferenze del Vangelo, parla di visioni, che l'hanno messo a parte dei misteri di Dio. Afferma però che affinché non insuperbisse per la grandezza delle rivelazioni gli è stata messa «una spina nella carne», accennando così ad un tormento fisico, forse derivato da febbri malariche. Tre volte ha pregato Gesù che glielo togliesse, ma egli gli ha risposto:

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“Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà. Mitezza, dominio di sé: contro queste cose non c’è legge” (Gal. 5,22-23).

Parola di vita di gennaio 1993

Il commento di Chiara Lubich a questo brano della Lettera di Paolo ai Galati, proposto nel gennaio del 1993, è quanto mai attuale e invita a una relazione profonda e fruttuosa con lo Spirito Santo.

La Parola di vita di questo mese è presa da una lettera che san Paolo aveva indirizzato ai Galati in un momento particolarmente critico della loro esperienza cristiana.
Suggestionati da falsi maestri, stavano deviando dal Vangelo e l'Apostolo era corso ai ripari mettendoli di fronte al grave errore in cui rischiavano di cadere: quello cioè di perdere il frutto incommensurabile della redenzione, il dono dello Spirito Santo, che Gesù ci ha ottenuto morendo sulla croce.
Nella sezione da cui è presa questa Parola, san Paolo descrive appunto la distanza abissale che passa tra una vita schiava dell'egoismo ed una vita totalmente animata e guidata da quell'amore che è proprio di Gesù e che Egli ci ha comunicato mediante il suo Spirito.

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Vieni, Signore Gesù

Rocca di Papa, 23 marzo 1989

“Vieni Signore Gesù” è la preghiera che Chiara Lubich ha proposto, in una conversazione telefonica del 1989, alla comunità dei Focolari nel Mondo, in preparazione della Pasqua. In questi giorni della Settimana Santa ci può accompagnare nell’accogliere il Risorto in ogni momento e far così di ogni giorno un’esperienza di Pasqua.

Carissimi,

Oggi è giovedì santo, un giorno specialissimo per noi. Esso ci ricorda diverse realtà divine che stanno al cuore della nostra spiritualità, sicché ogni anno, alla sua ricorrenza, avvertiamo tutto il fascino di questo giorno e non è raro che qualcosa di paradiso investa la nostra anima. Come infatti non sentire il nostro cuore dilatarsi se il giovedì santo sottolinea in tale modo il comandamento nuovo di Gesù, l'unità, suo testamento, l'Eucaristia, suo straordinario dono, e il sacerdozio che la rende possibile?

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Diario

27 marzo 1981

Il dolore di Gesù, profondamente umano, è proposto in questo stralcio del diario di Chiara Lubich del 1981 come preparazione al periodo della Quaresima.

Tengo con me un portafotografie con Gesù abbandonato.
L'altro ieri guardando quel volto fui colpita dal dolore di Gesù abbandonato e dalla sua umanità sofferente. Era il giorno dell'incarnazione e proprio in quel giorno ho sentito Gesù profondamente umano, fino a commuovermi: quegli occhi rivolti al Cielo in cerca del Padre, quel sangue... erano così verosimili! Ed ho compreso in maniera nuova come realmente ci ha, mi ha amata. Mi sembrava impossibile che fosse Dio, così sofferente com'era e perfettamente uomo, ed ho capito la kenosi, il doppio annientamento, se così si può dire, dell'incarnazione e dell'abbandono.

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"Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna" (Gv 4, 13-14).

Parola di vita di marzo 2002

Leggiamo qui il commento di Chiara Lubich alla Parola di Vita del marzo 2002, che offre un’ulteriore riflessione per approfondire e vivere il brano del Vangelo di Giovanni proposto per questo mese.

In questa perla del Vangelo che è il discorso alla Samaritana, nei pressi del pozzo di Giacobbe, Gesù parla dell'acqua come dell'elemento più semplice, ma che si evidenzia più desiderato, più vitale per chi ha consuetudine col deserto. Non gli occorrevano molte spiegazioni per far intendere cosa significasse l'acqua.

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Essere Maria

Carissimi gen,
e torna, come una dolcissima poesia, la ricorrenza di Natale.
In questi giorni, come da secoli ormai, si intrecciano gli auguri, e la pace, che gli angeli hanno annunziato allora, si vede rifiorire, magari per pochi istanti, anche sul volto di uomini che non la conobbero mai.
Anch’io voglio augurarvi qualcosa che vi sia veramente gradito e soprattutto desiderato da Colui che guida i nostri passi e sa il nostro bene.
Questo il mio augurio: che la nostra vita sia un continuo Natale, solennizzato nel segreto dei cuori e nell’intima fraternità che ha da estendersi in senso sempre più vasto fino a prendere, quando Dio avrà stabilito, i confini della terra: finché «tutti siano uno».

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