Fiera di Primiero (TN), 1959

Chiara Lubich scrisse questo testo per la Mariapoli di Fiera di Primiero del 1959. La Mariapoli era, a quei tempi, un periodo di vacanze trascorse insieme da quanti vivevano lo spirito dei Focolari.

Tra le tante parole
che il Padre pronunziò
nella Sua Creazione
ve ne fu una tutta singolare.
Non poteva esser tanto oggetto d’intelletto
quanto d’intuizione,
non tanto splendore di sole divino,
quanto ombra soave e tiepida,
quasi nuvoletta alacre e bianca
che tempera e adatta i raggi del sole
alla capacità visiva dell’uomo.

Era nei piani della Provvidenza
che il Verbo si facesse carne,
che una parola, la Parola,
fosse scritta in terra a carne e sangue,
e questa Parola abbisognava d’uno sfondo.

Le armonie celesti
bramavano, per amor di noi,
trasferire il loro concerto unico e solo,
sotto le nostre tende:
ed esse avevano bisogno d’un silenzio.

ll Protagonista dell’umanità,
che dava senso ai secoli passati
e illuminava e convogliava dietro a Sé i secoli futuri,
doveva apparire sulla scena del mondo,
ma Gli occorreva uno schermo bianco
che a Lui desse tutto il rilievo.

Il più gran disegno che l’Amore-Dio
potesse immaginare,
doveva tracciarsi maestoso e divino
e tutti i colori delle virtù
dovevano trovarsi composti e pronti in un cuore per servirLo.

Quest’ombra mirabile
che contiene il sole
e ad esso cede ed in esso si ritrova;
questo sfondo bianco
immenso quasi una voragine,
che contiene la Parola che è Cristo
ed in Esso si inabissa,
luce nella Luce;

questo altissimo silenzio
che più non tace
perché in esso cantano le armonie divine del Verbo
ed in Lui diventa nota delle note,
quasi il «la» dell’eterno canto del Paradiso;

questo scenario maestoso e bello come la natura,
sintesi della bellezza profusa dal Creatore nell’universo,
piccolo universo del Figlio di Dio,
che più non si osserva
perché cede le sue parti ed il suo interesse
a Chi doveva venire ed è venuto,
a Quello che doveva fare ed ha fatto;

quell’arcobaleno di virtù
che dice «pace» al mondo intero
perché la Pace al mondo ha dato;

questa creatura immaginata negli abissi misteriosi della Trinità
e a noi donata,
era Maria.

Di Lei non si parla
di Lei si canta.
A Lei non si pensa,
La si ama ed invoca.
Non è oggetto di studio,
ma di poesia.
I più grandi geni dell’universo
hanno messo il pennello e la penna
al Suo servizio.

Se Gesù incarna il Verbo,
il Logos,
la Luce,
la Ragione,
Ella impersona l’Arte,
la Bellezza,
l’Amore.

Capolavoro del Creatore,
Maria,
per la quale lo Spirito Santo
ha sbizzarrito tutte le Sue invenzioni,
ha versato molte Sue ispirazioni.

Bella Maria!
Di Lei mai abbastanza si dirà..

(da Maria trasparenza di Dio, Città Nuova, Roma 2003)

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