Intervista a Chiara Lubich

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Il Movimento considera Maria come il modello a cui ispirarsi nel « fare la volontà di Dio ». Perché?

Il Movimento non può non ispirarsi a Maria nel desiderio di fare la volontà di Dio.
Maria infatti, dopo Gesù, è colei che meglio e più perfettamente ha saputo dir sì a Dio.
È soprattutto qui la sua santità e la sua grandezza.

Non tutti nel mondo possono far tutto. Ma se ognuno fa la sua parte partecipa al bene dell’insieme, così come l’occhio vede, l’orecchio ode, la mano prende, ma tutti partecipano della vita del corpo in cui ognuno trova il senso del proprio essere. Dio che vede ciascuno di noi e l’umanità intera sa qual è il servizio che ognuno deve tributarle. Per questo occorre la massima attenzione a ciò che Egli vuole.
I focolarini vedono in Maria quella persona che, perché è stata fedele al proprio particolare compito, ha partecipato alla vita di tutta l’umanità.
Maria non ha fondato nulla nella Chiesa, però ha dato vita al Fondatore di essa della quale è considerata Madre.
Non ha fatto particolari opere per irradiare la sua fede : ha messo al mondo il Verbo fatto carne, ed è considerata Regina degli Apostoli.
Non ha esercitato – che si sappia – azioni particolari a favore dei poveri, dei diseredati, degli ammalati, ecc., ma è chiamata ed è « salute degli infermi », « consolatrice degli afflitti », « rifugio dei peccatori », « aiuto dei cristiani », e tutti quelli che la conoscono, ricorrono a lei come a una mamma.
Maria non ha eretto un ordine contemplativo, ma ha contemplato il cielo nel suo seno. Un suo appellativo è : « porta del cielo ».
Perché ha detto sì a Dio e non a se stessa è divenuta Madre di Dio.
E perché ha detto sì a Dio, sapendo perdere anche il proprio figlio-Dio sulla croce, è stata associata da Cristo alla sua redenzione.
Maria che, come tutte le giovanette ebree, ha meditato nel suo cuore su colei che sarebbe stata la Madre del Messia, ci insegna che, chi innesta la sua vita nel pensiero di Dio, realizza nella sua esistenza quanto ha sempre sognato e certamente più.
Rifarsi a lei, nel compiere come lei ha fatto la volontà del cielo, è inserirsi il più profondamente possibile nella storia degli uomini ed esserne protagonisti.

(da "Intervista a Chiara Lubich" in Città Nuova, 24 (1980), p.26-28 )

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