Rocca di Papa, 4 giugno 1987

Da un’intervista a Chiara Lubich della Radio Vaticana (programma brasiliano a cura di Tavares Manoel): vivere una spiritualità mariana, come?

Giornalista: "Il Papa, nella sua enciclica Redemptoris Mater parla di autentica spiritualità ed esorta ad una devozione che si tramuti in vita. Secondo lei, Chiara, come noi possiamo vivere questa spiritualità mariana?"
Chiara: Io credo che un po' tutti i cristiani possono vivere una spiritualità mariana, ma per poter dare un esempio concreto, vorrei dire, se permette, come la viviamo noi nel Movimento dei Focolari che è un Movimento tipicamente mariano.

Noi viviamo una spiritualità mariana in questo senso: la nostra via spirituale, il nostro itinerario spirituale si chiama anche "Via Mariae", via della Madonna, via di Maria, e ci sembra di capire che tutti gli aderenti al nostro Movimento percorrano il loro santo viaggio della vita ricalcando proprio le tappe della "Via Mariae", cioè le tappe della vita della Madonna.
Per esempio, quando viene loro annunciato questo nuovo ideale, che è poi l'annuncio di un carisma che è caduto nella Chiesa così per il bene di tanti, si avverte che c'è una certa somiglianza con l'Annunciazione. Alla Madonna viene annunciato che sarà Madre di Gesù e Gesù incomincia a nascere dentro di lei.
Quando si annuncia questo ideale a quelli che poi diventano gli aderenti del nostro Movimento, ci si accorge che, se Gesù è dentro nel loro cuore anche prima, per la grazia, però è dentro un po' come in una crisalide la farfalla, mentre poi vivendo questa spiritualità, che è una spiritualità mariana, dalla crisalide esce come la farfalla e cioè è Gesù che incomincia a crescere.
Quello che ho sentito dire una volta andando ad Assisi, proprio lì a san Damiano, di santa Chiara, dove un cicerone, raccontando la storia di santa Chiara, diceva: "Qui Cristo si è incarnato nel cuore di Chiara", affermando che per l'ideale di san Francesco, Cristo si è come incarnato nel suo cuore, spiritualmente parlando, così succede per tutti gli aderenti al nostro Movimento. C'è come questa nascita nuova di Gesù dentro di loro.
Il secondo momento della Madonna che noi conosciamo attraverso il Vangelo è quello della visita della Madonna a santa Elisabetta, quando lei va e racconta la sua straordinaria esperienza. Gesù nel suo cuore ormai le ha fatto vedere un po' il significato della storia e che cosa sarà Gesù per i secoli. Così succede anche ai nostri del Movimento. Una volta che Gesù cresce dentro di loro, c'è come una luce che si espande dentro di loro per cui prende significato ogni cosa della loro vita, sia il passato, sia il presente, sia il futuro.
E allora ecco che narrano la loro esperienza, l'incontro con questo carisma, con questo dono di Dio che proietta luce sia sul passato, sia sul futuro, e raccontano questa loro esperienza. Adesso mi sembra di ricordare proprio che nella "Redemptoris Mater" si parla di Maria che, nella visita a santa Elisabetta, ha espresso la sua esperienza.
Così il terzo punto, vorrei dire la terza tappa della "Via Mariae" è quando lei dà alla luce Gesù Bambino, quando nasce Gesù Bambino. La nostra spiritualità, che è comunitaria e anche individuale insieme, ci porta a riuscire a mettere in mezzo a noi Cristo presente spiritualmente: dove due o tre sono riuniti nel suo nome, li è lui in mezzo a loro.
Ebbene, quando le persone, amando e amandosi a vicenda riescono a stabilire la presenza spirituale di Cristo in mezzo a loro, è un po' come una nascita di Gesù, è un po' come ricalcare la terza tappa di Maria.
Poi le faccio ancora un altro esempio. Per esempio, dopo viene la presentazione di Gesù al tempio. Nella presentazione di Gesù al tempio succede che il beato Simeone annuncia alla Madonna la croce, in pratica. Così anche nella nostra spiritualità, in questo itinerario, a un dato punto capiamo, o per una circostanza o per aver trattato con una persona o per qualche altra cosa, che essenziale per la vita spirituale anche nostra è la croce. E così potremmo vedere un po' tutte le tappe su, su, su, su, fino alla desolazione di Maria, fino a poi a lei in mezzo al cenacolo, per dare un esempio di come veramente Maria non è soltanto una figura da devozione, diciamo, ma è anche da imitare.

Giornalista: "Il santo Padre desidera che in questo Anno Mariano prendiamo coscienza della presenza attiva di Maria nella Chiesa oggi. Dove si può cogliere questa presenza?"
Chiara: Questa presenza di Maria attiva si coglie nella Chiesa sempre e non solo oggi, quando si visitano i santuari, per esempio o le basiliche dedicate alla Madonna. Lì c'è un'atmosfera particolare. Io penso che aleggi un po' lo Spirito Santo, che è anche lo spirito di Maria. Oggi nella Chiesa, noi la cogliamo tanto nel Santo Padre, nella figura del Santo Padre, che è così mariano con il suo motto "Totus tuus".
Dove si coglie oggi ancora nella Chiesa è in certi Movimenti ecclesiali, cioè Movimenti formati da tutte le vocazioni che esistono oggi nella Chiesa: laici, religiosi, sacerdoti, suore, adulti, bambini e uomini e donne. Così è del Movimento di Schönstatt, per esempio, o del Movimento anche dei Focolari che si chiama appunto Opera di Maria, perché ci sembra che Maria sia un po' all'opera attraverso questo Movimento e così negli altri movimenti mariani che sono oggi presenti. Secondo me è lì che si coglie meglio la presenza di Maria.

Giornalista: "Chiara Lubich, lei ha avuto diversi contatti con esponenti di altre religioni. Ha colto in loro un qualche interesse alla figura di Maria?"
Chiara: Beh mi sembra che sia un interesse generale presso i musulmani. Io ho avuto contatto in modo particolare con i buddisti ai quali abbiamo parlato spesse volte della Madonna, e loro mi sembrano interessati. Per esempio, un'osservazione che loro facevano è che la dottrina di Gesù in confronto con quella di Buddha è molto più umana, molto più dolce, e loro dicevano perché Gesù ha avuto una madre, mentre Buddha si vede che è morta la madre di Buddha prima che lui potesse sentire la sua compagnia. Non ostacola nelle altre religioni presentare la figura di Maria. E' accettata, per quel tanto che io so.

Giornalista: "Nell'ambito ecumenico, la figura di Maria aiuta o ostacola il cammino verso la piena unità delle Chiese?"
Chiara: A me sembra che dipende da come viene presentata la Madonna. Per noi, per esempio, non è uno studio particolare che facciamo di presentare la Madonna o così o così, ma il carisma stesso del Movimento ci fa presentare la Madonna in una certa maniera. Per esempio, come la prima discepola di Cristo, la più perfetta discepola di Cristo, o ancora, per esempio, come colei che vive la Parola di Dio, che è tutta rivestita della Parola di Dio, così come dice Laurentin, quando parla del Magnificat nel quale, secondo lui, si ripetono tante frasi dell'Antico Testamento.
Se viene presentata la Madonna invece come certe forme popolari che tante volte ci sono, e che per noi cattolici vanno molto bene, ma che per gli altri non vanno così bene, allora si trova anche un certo ostacolo. Dipende da come viene presentata.
Per noi che siamo un Movimento anche ecumenico, oltre che mariano, a noi succede questo: che spesse volte questi, anche pastori di altre Chiese, dicono che così Maria come viene presentata da noi - che poi non tacciamo niente della Madonna - è accettata da loro.

Giornalista: "Per lei personalmente, Chiara, chi è Maria?"
Chiara: Per me personalmente, Maria è tantissimo, nel senso... a parte che Maria è quella che è anche senza che io dica qualche cosa di lei, comunque... Intanto è la capo della mia Opera. E' lei la fondatrice, è lei la regina, è lei la madre ed è lei la capo di quest'Opera. E tutti gli altri siamo persone che cercano di fare un po' le sue parti presso tutte le persone che aderiscono al Movimento.
In particolare poi, per me Maria è il mio "dover essere". Io sento che noi siamo un po' il "poter essere Maria", ma che dobbiamo guardare sempre a lei come il dover essere, diventare altre lei. Diventando altri Gesù, si diventa in qualche modo anche altre lei.
Questo un pochino il concentrato del mio amore per la Madonna, del mio rapporto.

Giornalista: "Il fatto che il prossimo Sinodo sui laici coincida con l'Anno Mariano, può avere un significato particolare, secondo lei?"
Chiara: Secondo me ha un significato particolare. C'è un legame profondo fra i laici e la Madonna, perché la Madonna è la prima laica e nella Chiesa rappresenta i laici. Tante volte i laici si sentono non messi proprio al proprio posto, una cosa o l'altra. Quando però trovano in Maria il proprio modello, mi sembra che sono contenti, sono tranquilli, perché poi Maria è anche il discepolo più perfetto di Cristo e quindi hanno un modello tanto alto, i laici.

Giornalista: "Chiara, in che modo Maria aiuta i cristiani, specialmente i giovani, a rispondere pienamente alla loro vocazione?"
Chiara: Uno dei problemi oggi per i cristiani, che sarebbero poi anche tutti i laici, è quello che non sanno conciliare la vita spirituale con la loro vita in mezzo al mondo, con l'essere in mezzo al mondo. E allora ecco che, per esempio, la vocazione di tutti - come qui si dice - alla santità non la sentono, non la sentono perché nessuno magari gliel'ha mai detta, gliel'ha mai spiegata o perché anche credono impossibile, fuori di un convento, fuori di un ambiente particolare, riuscire a raggiungere la propria santificazione. Hanno anche pochi modelli tante volte davanti, per cui dicono: "Va bene, va bene per i consacrati la santità, va bene per i preti, va bene per i frati, per le suore, ma per noi...". Mettono un punto di domanda.
La Madonna con quel suo "Ecce ancilla Domini", "Ecco l'ancella del Signore" cioè, "sia fatto di me secondo la tua parola", secondo la Parola di Dio, "sia fatto di me", lei mette proprio il dito su una cosa importantissima: sul fare la volontà di Dio.
Ora i cristiani tutti, se si mettono in mente che per santificarsi non occorre tanto guardare ad altri santi, per esempio a quelli che si sono flagellati tutta la vita, o che hanno detto tante preghiere tutta la vita, o che hanno digiunato tutta la vita, ma che bisogna fare, come loro, un'altra cosa: cioè la volontà di Dio.
Se i cristiani capiscono questo e lo capiscono dalla Madonna, trovano il "ciak" fra queste due cose che sembrano opposte: la vita spirituale da una parte, e l'essere immersi nel mondo: nel mondo della famiglia, della politica, dell'arte, della scienza, della cultura. Perché lì loro possono adempiere la volontà di Dio, e adempiendola bene nel momento presente con tutto il cuore, tutta l'anima e tutte le forze, loro amano Dio, amano i prossimi che sono loro vicini, e amando Dio e amando il prossimo, si fanno santi. Perciò raggiungono pienamente la vocazione guardando a Maria e a questo particolare della sua vita.

Giornalista: Adesso una domanda molto personale, magari rappresentando tutti i giovani del mondo: "Lei potrebbe, durante quest'Anno Mariano, lanciare un messaggio a tutti i giovani del mondo?"
Chiara: Noi stiamo iniziando adesso quest'Anno Mariano con tanto entusiasmo, con tanta gioia, con la felicità, vorrei dire, nell'anima perché, è inutile dirlo, per noi cattolici, la Madonna è quella che è, insomma, è dentro nel nostro cuore, nelle nostre vene. Lo stiamo iniziando e vorremmo far di tutto per onorarla nel migliore dei modi, per lodarla, per glorificarla.
E ci sono tanti modi per fare questo: si può, non so, dipingerla, come in questo quadro che abbiamo dinanzi, si può cantarla, si può andarla a visitare nei santuari, si può andare nelle basiliche, si può portare i fiori ai suoi altari, si può fare tante cose per la Madonna.
Ma c'è una cosa che credo lei ami più di tutto e che noi tutti possiamo fare, e in modo particolare anche i giovani, che è quello di imitarla.
Ora la Madonna può essere imitata sotto tanti aspetti, ho detto prima: nel fare la volontà di Dio, nel vivere la Parola di Dio, sotto tanti modi. Ma se noi guardiamo a ciò che è la Madonna proprio, lei è la Theotókos", la Madre di Dio, ed è anche la madre nostra, è diventata madre nostra in Giovanni, quando Gesù l'ha affidata a lui. Lei è diventata madre nostra, per cui lei è la Madre per eccellenza.
E per questo lei abbraccia tutta l'umanità, non solo i cattolici, ma anche i cristiani non cattolici, ma anche quelli delle altre religioni, anche i non credenti. Magari non è riamata da tante di queste persone, però lei ama tutti, perché dovunque è arrivata, fin dove è arrivata la Redenzione di Cristo, arriva la maternità spirituale di Maria.
Ora, una cosa bella per noi, per imitarla, sarebbe quest'anno mettersi in cuore di volersi comportare un pochino, presso tutti i prossimi che noi incontreremo durante le nostre giornate, comportarsi un po' come lei, come da madri, come da padri.
Ecco, vedremo che il nostro rapporto con tutte le persone cambia radicalmente, perché una madre è sempre pronta a perdonare, a coprire tutto, a sperare tutto. Lei non guarda se suo figlio magari è un delinquente o un cattivo o un terrorista. Lei è sempre pronta, insomma, ad andare in soccorso di lui.
E' un amore, quello della madre, molto simile alla carità di Cristo, alla carità di cui parla san Paolo, appunto, che tutto copre, tutto spera, tutto crede...
Se noi ci mettiamo in questa linea, siamo pienamente nel Vangelo che domanda di amare e di amarsi. E' questo il concentrato del Vangelo.
Allora, noi vivendo Maria, vivremo il Vangelo, vivendo il Vangelo, viviamo come un altro Cristo. E mi sembra che questo potrebbe essere il modo migliore per onorare Maria in questo Anno Mariano.

[...]

Concetta (della comunità Fratello Sole di Santa Severa): "Io, signorina Chiara, volevo permettermi così, di chiederle una parola di speranza per tutti i ragazzi che vivono sulle piazze in un senso di disagio o di disperazione molte volte, che io posso cogliere in questi volti, e in modo particolare per i ragazzi che vivono attualmente in una comunità: la comunità 'Fratello sole' di Santa Severa.
Se lei può dire qualcosa per questi ragazzi sfiduciati e molte volte scoraggiati fino all'estremo".
Chiara: […] Io vorrei rivolgermi a questi giovani di cui ne ho conosciuti parecchi, anche perché frequentano il nostro Movimento, in molte parti d'Italia e anche fuori.
Io vorrei dire a loro di sperare sempre, di aver coraggio, di riprendersi, e che in genere quelli che noi incontriamo, ritrovano la speranza in Gesù, e in particolare in un particolare di Gesù.
Gesù è sempre stato tanto regale durante la sua vita: facendo i miracoli, parlando, formando i suoi discepoli, e anche sulla croce, quando ha distribuito il Paradiso al buon ladrone, quando ha dato Giovanni alla Madre, ecc. Ma c'è stato un momento terribile per Gesù: quando si è sentito abbandonato - lui ha provato questo dolore - di sentirsi abbandonato dal Padre, ha gridato: "Dio mio, Dio mio, perché m'hai abbandonato?" E' quella la notte più nera di Gesù, è quello uno sconforto immenso, tremendo che lui ha provato; è quasi, quasi - non è la disperazione, perché Gesù non poteva disperare - ma assomiglia alla disperazione: è uno che quasi non ha più speranza; è il crollo proprio, è la persona derelitta, abbandonata, quasi il perseguitato dalla terra e sembra anche dal cielo.
Eppure lui in quel momento, pur sentendosi così abbandonato dagli uomini, e anche vedendo il cielo chiuso per lui, lui ha avuto il coraggio di dire: "Nelle tue mani, Padre, raccomando lo spirito mio", cioè di abbandonarsi in quel Padre dal quale si sentiva abbandonato.
Ecco, se loro pensano, questi nostri giovani, pensano a lui abbandonato, e ogniqualvolta avvertono dentro di loro l'avvilimento, lo scoraggiamento, la disperazione, pensano che anche Gesù ha provato qualche cosa di simile, e dentro nel loro cuore dicono a Gesù: "Be', come te, anch'io voglio dire: 'Nelle tue mani, Padre, raccomando il mio spirito'", si tireranno su, riusciranno a riprendere coraggio, a riprendere fiato, e poi a trovare una via d'uscita da quel mondo in cui si trovano ora.
Io sono convinta perché ho visto che, dando questo consiglio a tanti che noi abbiamo conosciuto, hanno ritrovato la vita normale come tutti gli altri.

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