A disposizione dei disegni di Dio

Nell’Avvento del Regno dell’Amore!

Carissima Duccia*,

Ti ho lasciata prima ed appena lasciata t’ho abbandonata all’Amore, perché faccia di te la S. Caterina dei nuovi tempi.
Sono andata in S. Marco ed ho pregato Lui, l’Onnipotente per te.
Gli ero vicinissima col corpo e col cuore e Lui m’ha parlato di te. M’ha detto che il tuo desiderio è accolto nel Cielo e Lui, l’onnipotente, è pronto all’attuazione.
M’ha detto però di parlarti così:
Il voler esser S. Caterina è buona cosa.
Il poter essere S. Caterina dipende tutto da Dio e dipende tutto da te.

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* Duccia, di qualche anno più grande di Chiara, era un’assistente sociale, crocerossina che abitava in Piazza Cappuccini, a Trento, vicino al focolare dove Chiara si era trasferita nel settembre 1944.
Chiara le dà come modello Santa Caterina da Siena, molto popolare in Italia, la cui spiritualità era centrata sul binomio «Sangue e Fuoco».
Si percepisce che l’Autrice inizia ad avere coscienza di essere portatrice di un dono, di essere stata scelta da Gesù per essere sua confidente circa la sua piaga (cf. Lettere dei primi tempi p.55). Appare la parola “chiave” (cf. Lettere dei primi tempi p. 53) che indica che la croce, e specie Gesù Abbandonato, aprono ogni cuore, portano alla santità.

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