Mentre si sta svolgendo la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo del Vescovi sui Giovani, la fede e il discernimento vocazionale, tutta la Chiesa fa sua l’ardita preghiera di papa Francesco nell’omelia della celebrazione eucaristica di apertura: “Che lo Spirito ci dia la grazia di essere Padri sinodali unti col dono dei sogni e della speranza, perché possiamo, a nostra volta, ungere i nostri giovani col dono della profezia e della visione”. Nel 1987, nella VII Assemblea ordinaria che verteva su Vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo, Chiara, che vi aveva partecipato come uditrice, aveva sperimentato in prima persona tale presenza dirompente dello Spirito. Così racconta in un collegamento telefonico:

“Sono reduce, come sapete, dal Sinodo, al quale ho partecipato assieme a 230 vescovi e cardinali della Chiesa e a 60 laici qualificati. [...]
Come riassumervi il tutto con poche parole? Come dirvi la straordinaria esperienza che ho fatto, sostenuta dalle vostre preghiere?
Si potrebbe dire così: Ho visto irrompere nella Chiesa lo Spirito Santo.
Il Sinodo è un cammino di Chiesa dove ogni partecipante (e questa volta anche i laici) porta il proprio contributo, offre il proprio tassello al mosaico, ma dove, ad un dato punto, agisce Qualcuno che supera i singoli e l’insieme, e tutto orienta potentemente verso un fine da nessuno previsto, verso una nuova tappa che la Chiesa è chiamata a vivere e ad attraversare nella sua storia. Questo Qualcuno è appunto lo Spirito Santo”.

(In Lo Spirito Santo, a cura di F. Gillet e R. Silva, Città Nuova, Roma 2018, pp. 94-95).

 

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