Rocca di Papa, 24 novembre 2003

Duomo di Trento - Foto di netnichollsQuesto articolo è stato richiesto a Chiara Lubich dal giornale "Vita Trentina", che lo ha poi pubblicato in occasione dei sessant'anni della sua consacrazione a Dio.

Il 7 dicembre ricorrono sessant’anni dalla nascita del Movimento dei Focolari a Trento, la mia amatissima città natale.

Quale il mio stato d’animo, cosa porto in cuore in questa straordinaria circostanza?
Un’onda di commozione, se solo penso un attimo a ciò a cui mi trovo di fronte: un nuovo popolo nato dal Vangelo, sparso su tutta la terra, un’opera immensa che nessuna forza umana avrebbe potuto far sorgere. E’, infatti, “opera di Dio”, per la quale sono stata scelta per prima come suo strumento sempre “inutile e infedele”.

E' un inno di riconoscenza a Dio per quanto, con tutte le mie sorelle e tutti i miei fratelli, ho potuto vedere, sperimentare, costruire, portare fino a questo traguardo col suo aiuto.
Un grazie profondo e sentito per ogni cosa, mio Dio!
Grazie anzitutto per avermi fatta nascere nella tua Chiesa, figlia di Dio;
per avermi nutrita giorno dopo giorno dell’Eucaristia;
per aver costellato la mia vita, sin da piccola, di segni premonitori del divino carisma che hai posto in me per tanti;
per avermi fatto sperimentare le verità del Vangelo e le sue promesse che si attuano sempre;
per avermi donato la gioia del “centuplo” in tutti i sensi;
per avermi svelato il segreto dell’unità nel tuo Figlio crocifisso e abbandonato;
per aver permesso sofferenze foriere di una più profonda unione con te;
per avermi donato una nuovissima spiritualità, personale e comunitaria insieme, così attuale;
per avermi aperta, con tutti i miei, sull’intera umanità verso altri cristiani, verso fedeli di altre religioni, verso persone ancora non tue, ma di buona volontà;
per il paterno amore dei tuoi Vicari in terra, specie di Paolo VI e Giovanni Paolo II, e per la loro benedizione sull’Opera nostra per anni ed anni;
per avermi benedetta con una lunga vita;
per aver perdonato i miei peccati.

Grazie per avermi dato, nella mia specifica missione, di concorrere con la Chiesa ad attuare il Testamento di tuo Figlio: “Che tutti siano uno” e di prepararti larghi brani di fratellanza universale.
Grazie, grazie. La lode e la gloria a Te.

Chiara Lubich

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