Dal diario di Chiara Lubich

del 7 marzo 1967

Ho sperimentato che è vero che la Parola di Dio è una presenza di Cristo e coincide col Verbo stesso.
Allora ho pensato che questa comunione con Gesù nella sua Parola la posso fare ogni attimo ed ogni attimo posso nutrirmi di lui e farlo crescere in me come una comunione continua.

Ho visto il Vangelo non certo come un libro di consolazione ove ci si rifugia nei momenti dolorosi per averne una risposta ma come il codice che contiene le leggi della vita, di ogni momento della vita ; leggi che non vanno solo lette ed osservate, ma “mangiate” coll’anima e ti fanno Cristo in ogni istante!

E ho sperimentato la cosa in modo così vitale da farmi cadere nel minimo e nel nulla tutti gli aspetti che ogni attimo della vita comporta (dolorosi, gioiosi, comuni, straordinari) e da rendermeli l’uno al confronto dell’altro indifferenti, per vedere importante solo il Cristo che con la sua Parola li riempie e li vive.

Trascrizione

(pubblicato su: Essere tua parola)

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