Rocca di Papa 6 novembre 1996

Messaggio per il 40° anniversario della nascita dei "volontari"

(Lettera letta da Dori Zamboni a Budapest il 23 novembre 1996) 

Carissimi,
che siete convenuti a Budapest per celebrare il 40° anniversario della nascita dei “volontari”, giunga a tutti il mio più cordiale saluto.  
Non a caso avete voluto scegliere, come sede di questo importante convegno, Budapest, la capitale dell’Ungheria, nazione da cui partì la prima scintilla di quella realtà – una delle più fiorenti diramazioni del Movimento dei Focolari – che doveva divampare presto in Italia, in Europa e in tutto il mondo.  
Fu la nostra risposta a quell’anelito di libertà, domato nel sangue, da chi voleva sradicare, dalla società e dal cuore degli uomini, Dio.

Fu anche la nostra eco all’appello accorato, che il Papa Pio XII lanciò al mondo in quell’occasione: “Dio! Questo nome, fonte di ogni diritto, di ogni giustizia, di ogni libertà, risuoni nei parlamenti, sulle piazze, nelle abitazioni e nelle officine...”.  
Fu allora che donne e uomini di tutte le età, nazionalità, razze e condizioni diverse, legati dal vincolo dell’amore reciproco, si unirono per formare un esercito di volontari: “i volontari di Dio”.  
La storia la conoscete o vi sarà raccontata in questi giorni.  
Forse c’è tra voi chi, “quella storia”, l’ha vissuta in prima persona.  
“Volontari”, la vostra vocazione è splendida!  
Sull’esempio dei primi cristiani, vi siete, per amore, da liberi, fatti schiavi di Gesù, che attende la vostra testimonianza nel mondo, proprio là dove Lui non è conosciuto o non è amato.  
Siete “volontari di Dio”, dunque nulla vi è impossibile, perché Lui è con voi. Sfruttate questa circostanza per chiedere a Lui ed a voi cose grandi. ChiedeteGli di poter continuare a scatenare, attraverso la vostra vita, quella rivoluzione evangelica basata sull’amore, che il mondo attende.  
E non guardate alla vostra vocazione solo come ad alcunché di spirituale e intimistico.  
Già la spiritualità dell’unità vi apre ai fratelli! Ma voi siete chiamati a immettere nelle strutture della società, che vi circonda, il lievito divino che la può fare umanità nuova nei suoi vari mondi, in quello familiare ed ecclesiale.  
Chi non fosse impedito per età ed altri motivi, si lanci dunque in questa splendida vocazione laica che ai laici è proprio affidata. Chiedete a Dio che questo mondo possa cambiare anche per mezzo vostro e non datevi pace finché non costatate in esso germogli duraturi.  
Noi tutti nell’Opera siamo con voi in questa ricorrenza a ricordare, a far propositi, a lanciarci.  
Come Maria Assunta portò nel Suo corpo il creato in Paradiso, così anche voi non ambite di entrarvi senza un mondo rinnovato.  
W i volontari e le volontarie, colonne dell’Opera di Dio nelle sue espressioni più belle!  
Con voi,  

Chiara
(Chiara Lubich)

Trascrizione

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