Rocca di Papa, 24 gennaio 1978

Chiara al Congresso gen europei

Come vedete, è stata questa un'improvvisata per voi, ma anche per me... ho ancora il 'fiatone', perché ho fatto una corsa qui attraverso il prato per venirvi solamente a salutare.
Io sentivo dentro Qualcuno che mi diceva: vai a salutarli, vai a salutarli… (Applausi)
Gen, senza nemmeno sapere che cosa dirvi, ma adesso mi verrà fuori una alla volta, un'idea alla volta.
La prima idea che mi viene in mente adesso è questa, gen: il Movimento Gen offre alla gioventù, perché è opera di Dio, come sapete, ma lo saprete meglio forse ancora nel futuro, offre alla gioventù tutto ciò di cui la gioventù di oggi ha bisogno. Noi tutti non possiamo nasconderci che la gioventù, sia maschile, sia femminile, sta passando un travaglio, un momento di passaggio, di assestamento, di ricerca, che è anche molto bello per il fatto che la gioventù sta allontanando tante di quelle cose, idee, di quelle mentalità, di quelle anche ideologie che magari gli adulti ormai sentono dentro come fossero eterne, inscalfibili, impossibili da mettere sotto controllo della critica, del giudizio; i giovani invece stanno, più liberi come sono, nella mente, nel cuore, più liberi anche perché meno attaccati alle cose di questo mondo, i giovani stanno vagliando un po' quello che va bene e quello che va male.
Senonché siamo arrivati al punto, lo dico per l'esperienza che ho con i giovani, al punto in cui non è nemmeno da meravigliarsi se per qualche giovane, ignaro di certe ricchezze che esistono, ma che lui non conosce, a un dato punto lui scarta tutto, insomma, perché vede: questo non va, questo non va questo non va, questo non va, questo non va, che cosa ci resta?
Ecco allora che è spuntata recentemente, ma anche, insomma, sì, un certo ideale che… qualche giovane insomma si è messo in testa che sia anche un ideale, ecco, l'unica cosa che resta è buttare all'aria questo mondo così com'è, e aspettarci un mondo, quello che verrà.
E di qui, anche questa, come c'è in Italia e anche in tante nazioni europee, questa mania e anche non solo europee, questa… orientarsi verso la violenza, verso l'odio, verso le bombe per far saltare all'aria... come ideale, come ideale.
Io ho parlato recentemente con uno di questi giovani e vedevo che lui veramente, realmente per lui era un ideale questo  e allora dicevo: "Beh? veramente anche con il Movimento Gen si cerca di cambiare un po' le cose" e spiegavo un po'... "Sì, ma con la bomba si fa più presto".
Dico: "Si fa più presto senz'altro io facevo unità, no? unità… si fa più presto con la bomba dico - e poi il mondo che viene dopo, come pensate di... Ah, non pensiamo, non pensiamo al mondo che viene dopo, perché il mondo che viene dopo, se già lo strutturi adesso, già viene fuori quel tal mondo che devi scartare pure quello".
Per cui vivono, poverini, in un'illusione che fanno pena, tanto che io mi sono messa in corrispondenza con questo giovane così, in modo da... ma anche ammirando quello che in lui c'è di disapprovevole per quello che non va nella società e per quello che non va anche nelle singole persone, per quello che non va nei singoli Stati e per quello che non va nel mondo, ammirando questo aspetto, non condividendo, non potendo condividere, naturalmente l'aspetto della violenza, l'aspetto di tutte quelle cose che stanno girando.
Volevo dirvi questo, gen, perché non è anche improbabile che, se non voi, qualcuno dei vostri amici, sia anche attaccato da questa mentalità e saperli anche capire, non nel senso di giustificarli, saperli capire per poter dar loro un ideale perlomeno altrettanto grande, valido, universale, totalitario, che penetra in tutti gli strati della società, in tutte le situazioni, in tutte le strutture, in modo che lui possa saziarsi e vedere che c'è una bomba più potente di tutte le più potenti bombe atomiche, che è Dio, quello al quale noi ci siamo dati, quello al quale mi sono data io quando avevo la vostra età, avevo 23 anni, e qualcuno ci sarà di 23 anni; ecco mi sono data a lui, non sapevo niente, mi sono buttata in questa avventura, mi sono messa in testa soltanto di fare una cosa, non fare la mia volontà, ma quella di Dio, sapendo che lui mi amava, perché Dio è Amore, così è scritto, "Dio è Amore".
Allora se lui mi ama, io mi butto e seguo lui, momento per momento, non sapendo dove mi portava, e invece che fare la mia volontà, ho fatto la sua.
Dove siamo arrivati, gen? Io lo dico a gloria di Dio, voi forse già lo sapete, ma noi siamo arrivati in 128 nazioni del mondo. Come dicevo al card. Benelli, forse già lo sapete, mi ha chiesto: "Come siete diffusi?" e dico: "Pressappoco come la Coca Cola". (Applausi) Perché, forse lo sapete già, perché lo dico anche in altri video, non so, perché - dico - ho visto ieri alla televisione che è diffusa in 139 nazioni, noi siamo in 128, un altr'anno saremo in 130, 135...- dico - ancora due anni e saremo in 139 e noi arriviamo alla Coca Cola e allora lui mi ha guardato e si è messo a ridere. Ma dico: ma sa perché?
Perché quando ero più giovane, io dicevo : ma possibile che le cose di questo mondo, come la Coca Cola, come la moda femminile, la moda maschile, le barbe e i baffi e tutto - dico - parte immediatamente da un posto, arriva a tutte le nazioni del mondo, incredibile!
Io sono arrivata a Fontem, no? a Fontem, in piena, piena foresta, quando ancor la foresta era vergine, vergine, e ho trovato le donne pettinate come noi in Italia, uguali. Ma - dico - ma chi ve l'ha insegnato, da dove è arrivata? Quella arriva, arriva, la moda arriva la Coca Cola arriva, le cose del mondo arrivano, e Dio?
E io sentivo questa cosa: come mai Dio, Dio non arriva? Il Signore ci ha dato la soddisfazione, quest'anno abbiamo contato gli stati, per la prima volta non li contiamo mai - abbiamo contato gli Stati, dove siamo arrivati, dove ci siamo, dove facciamo le Mariapoli, dove ci sono i gen, dove ci sono i gen 3, portati magari da religiosi, capite, che sono partiti, però con questo spirito, ecco, e che hanno iniziato, poi sono arrivati i nostri; per esempio quest'anno abbiamo guadagnato 15 nazioni in Africa, che non avevamo l'anno scorso, nell'Africa nera, perché abbiamo altre nazioni, abbiamo una quarantina di nazioni, lì, ecco, per cui già dove c'è Gesù in mezzo fra pochi, già si può pensare che, voi lo vedrete, io non lo vedrò perché partirò per il Paradiso, lo vedrò da un altro punto di vista, ma ormai il mondo è finito, è finito, lo diceva san Gregorio Nazianzeno diceva a Costantinopoli che era zeppa di popolazione: "Ma - dice - tu ti vanti tanto di tutto l'oro che hai, le belle gallerie, le belle opere d'arte - lo dico su 'Gesù in mezzo' no? - dice, ti vanti tanto e poi, alla fine, non sai che due o tre uniti nel nome di Gesù, valgono di più di tutto il tuo popolo messo insieme?"
Allora io dico: "Tu - so ben io - Egitto, tu, Ghana, tu... tutti i popoli dell'Africa, no? ecco, Ciad tu… giù e giù, ti vanti tanto di tutta la tua popolazione... e non sai che hai dentro già il principio della morte di tutti gli uomini vecchi, che sono i due o tre uniti nel nome di Gesù e quindi il principio della nascita di popoli nuovi, tu non lo sai questo.
Ma lascia fare a Gesù che vada avanti così e poi vedrai che cosa succede. Per cui quando siamo partite noi da piccole, piccoli, giovani, come voi, avevamo solo un obiettivo: ut omnes.
Era grande! Tutti, no? Però io lo sto vedendo, io sto vedendo che incomincia a realizzarsi, perché so che messa lì... Dio qua, Dio lì, Dio..., mica sta fermo Dio, mica sta fermo Dio. E'… noi che andiamo avanti, indietro, su, giù, abbiamo problemi, poi ci spegniamo, poi ci accendiamo, poi c'è quello che viene, poi quelli che vanno poi... siamo noi fatti così, ma Dio no, Dio è immutabile, nel senso che è immutabile amore, è sempre amore, e lui va avanti, accende, accende, accende.
Dove c'è un fuoco, non può non bruciare, un fuoco che non diventa mai cenere, che non diventa mai, voglio dire, brace, ma che resta sempre fuoco, non può non bruciare. Non può non bruciare; noi l'abbiamo visto, l'abbiamo sperimentato in questi 34 anni di vita ideale, non sono 34 anni di una piccola esperienza, è già una certa esperienza.
Ora, gen, capite cosa abbiamo davanti? Che se uno di voi crolla… ci può crollare uno Stato, ma se uno di voi sta in piedi, può darsi che uno Stato sia tutto a gloria di Dio in un domani. E voi direte : "Chiara, è utopia!" Allora è utopia anche quella delle bombe, peggio che utopia della mia, perché tu quante bombe ci vogliono per far crollare il mondo?
E qui basta mandare una bombetta qui, una bombetta lì, una bombetta che siete voi, ecco, in tutte le diverse parti del mondo, una bomba in Asia, una bomba in Africa, una bomba in Francia... e star sempre su, non mollare mai, voi direte: "Chiara, come hai fatto tu?" Ma vi si insegnerà anche questo, con Gesù in mezzo poi con Gesù abbandonato quando c'erano le prove, su…, e poi qualche volta... su e poi qualche volta...su e a forza di star su, guardate che roba è venuta fuori.
Perciò, gen, avete davanti un avvenire meraviglioso, la salvezza di tutta la gioventù trascinandola in questa… perché il grande talento - mi diceva Demetrio sentirete la trasmissione, perché sono stata dal successore del Patriarca Atenagora, no?, mi diceva - il grande talento del mondo sono i giovani, dobbiamo giocare questo talento, perché hanno il mondo di domani in mano, di domani, di presto, perché siete presto voi a... la leva del mondo nuovo, no? Allora diceva: sono quelli - dice il grande talento, sono quelli.
Quindi io vi faccio gli auguri perché sono venuta solo per salutarvi, ecco e per dirvi: gen, impegnatevi, impegnatevi con tutto voi stessi.
Guardate, gen, ero anch'io una ragazza come voi, avrei potuto fare la strada, una strada normale, come tutti, no?
E che cosa… concludere con che cosa?
Sarei morta, domani, tra lacrime dei miei parenti, e poi la dimenticanza assoluta, ecco, perché è così.
Posso invece buttarmi in Dio, restare in Dio, ma Dio non si spegne, neanche quando io parto da questa terra, se rimango fedele a lui, e resterà sulla terra quello che io ho sempre desiderato da piccolina, una scia di luce, questa luce accesa adesso, questo fuoco acceso adesso, rimarrà.
In chi? In tutti quelli che seguiranno questo grande ideale che è Dio, ecco.
Allora, come ho chiesto ai gen 3, ci stiamo, no? Ci stiamo?
Tutti: Sì!
Chiara: Non con un sì a metà, ma con... perché capite che qui, forza contro forza, non bastano delle 'mezze cartucce', qui occorrono…, capite gen?
Che facciamo noi delle 'mezze cartucce'? Sono quelle che fanno mal vedere il cristianesimo, meglio... Sai, tiepidi non sono mai una cosa buona, ecco, e noi dobbiamo essere i 'caldi', quelli lì, ecco, non soltanto a parole, ma con i fatti.
Perciò lascio adesso… e arrivederci a quando Dio vorrà, eh?

 

(Applausi)

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