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Rovereto 24-25 maggio 2018

Rovereto Rosmini e Chiara Lubich 1Nel giugno 2017 si teneva a Trento il convegno dal titolo: "Chiara Lubich e Carlo De Ferrari – il discernimento di un carisma" con la presentazione del libro di Lucia Abignente "Qui c'è il dito di Dio" (edito da Città Nuova, 2017 per la Collana Studi e Documenti); a meno di un anno, a Rovereto ha avuto luogo un ulteriore momento di approfondimento della personalità della Lubich, posta in relazione per molteplici e fecondi elementi con quella del maggiore filosofo italiano dell'ottocento, Antonio Rosmini.

Il convegno storico, promsso dal Centro Studi e Ricerche "A. Rosmini" dell'Università di Trento in collaborazione con il Centro "Chiara Lubich" di Rocca di Papa (RM) e la Biblioteca Rosminiana, con il patrocinio del Comune di Rovereto, si è svolto nella cornice prestigiosa della Casa natale del sacerdote filosofo roveretano (sessione di giovedì 24 maggio) e della Sala Conferenze della Fondazione Caritro (sessione di venerdì 25 maggio).
I contributi scientifici si proponevano di gettare  luce su sintonie ed intersezioni storiche comuni a queste due grandi figure trentine, anche grazie alla mediazione di personalità che vissero la loro eredità spirituale e culturale, come il rosminiano Clemente Rebora e il focolarino Igino Giordani. 

Alla ricerca di attinenze ed elementi comuni che attraversano i secoli, si sono susseguite le relazioni Fulvio De Giorgi,  e  Lucia Abignente del Centro Chiara Lubich. Il primo ha messo in luce l’influsso della tradizione francescana nella formazione di Antonio Rosmini, mentre la seconda ha esaminato il manifestarsi della novità del carisma di Chiara Lubich  nell’ambito del Terz’Ordine Francescano cappuccino negli anni della nascita del Movimento dei Focolari. Per la Lubich, pur avendo frequentato l'Istituto Magistrale Rosmini di Trento, non risulta un contatto diretto con le opere filosofiche del Roveretano, secondo la documentazione approfondita da Nino Carella. Nella relazione di Elena Del Nero è apparso, invece, chiaro il contatto certo del primo focolare a Rovereto con i Padri Rosminiani, in particolare con Padre Carlo Pagani che ne fu il sacerdote assistente dal 1950 per volontà dell’arcivescovo di Trento, mons. Carlo De Ferrari.

Alle intersezioni storiche è stata dedicata la seconda sessione, nella quale, grazie alle relazioni di Alberto Lo Presti e di Paolo Marangon, sonoRovereto Rosmini e Chiara Lubich 2 emerse consonanze spirituali e di pensiero fra due figure eminenti della famiglia religiosa rosminiana e di quella focolarina: Clemente Rebora e Igino Giordani. Nelle opere di tali luminosi discepoli, si è potuto verificare quanto il tema del laicato cristiano, quello dell'unità chiesta da Gesù al Padre e dell'unità come orizzonte politico costituisca un terreno di profonde sintonie fra il Rosmini e la Lubich.
Una riflessione conclusiva, proposta da Elisa Manni sul possibile influsso della spiritualità dell’unità  sulla genesi dell'inno Il gran grido di Clemente Rebora ha consegnato ai presenti un brano poetico di spessore, in cui tutta la storia umana è ricapitolata nel grido di Gesù in croce, in attesa del suo ritorno: tema rosminiano con accenti cari alla Lubich.
Dunque si arricchisce di nuove scoperte l'interesse mostrato dagli storici in vista e in preparazione al centenario della nascita della Lubich: novità che spingono verso nuove ulteriori piste di ricerca e di collaborazione.

                         Ilaria Pedrini

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