Ho trovato l'amore

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Se uno per impazienza trascura la presenza di Dio dentro la sua anima, la sua vita – anche se appare carità fraterna – è una carità frivola, leggera, superficiale e pericolosa, perché non poggia sulla Roccia: non è quindi carità.

Ho trovato l’amore è un libro appena uscito in italiano per l’Editrice Città Nuova a seguito dell’edizione francese “Prier 15 jours avec Chiara Lubich”.
L’autrice, Florence Gillet, teologa, dal 1998 ha fatto parte della Segreteria personale di Chiara Lubich.
Così scrive nella sua premessa al libro:

Premessa

Chiara, come avresti reagito se ti avessero chiesto, mentre eri ancora tra noi, di scrivere un libro sulla preghiera, di tracciare una sorta di cammino a tappe brevi ed essenziali per aiutarci a progredire nell'unione con Dio?

Ci avresti probabilmente suggerito di fare piuttosto un’esperienza profonda di comunione con altri, un’esperienza di unità, come dicevi, perché la presenza di Dio fra persone riunite nel suo nome fa sentire più forte la voce interiore dello Spirito Santo.

E se qualcuno avesse voluto insistere, forse gli avresti narrato quale pedagogia Dio ha usato nei tuoi confronti, come ti ha introdotto nella sua luce. Per questo, avresti sottolineato l’importanza dello stare insieme, del dichiararsi apertamente il desiderio di amare Dio e di camminare nelle sue vie: insomma, di essere Chiesa viva per trovare Dio in fondo al proprio cuore. Avresti anche sottolineato il nesso inscindibile fra pensiero e vita, fra luce e prassi.

Forse ci avresti anche svelato un altro segreto: ogni tua scoperta ha avuto origine da una delusione, da una sofferenza, da un ostacolo.

L’insuccesso al concorso per entrare all’Università cattolica di Milano, dove speravi di imparare “chi è Dio”, ti ha dato l’occasione di sentire una voce interiore che ti diceva: «sarò io il tuo Maestro». Senza questo fallimento, come avresti trovato tale maestro per te e per noi? E ancora: sono stati l’odio, la guerra, la morte che ti hanno spinto ad aprire il Vangelo e a trovarvi parole di vita e di amore. Sono i bombardamenti che ti hanno fatto scoprire l’Ideale che non muore e ti hanno coinvolto nel meraviglioso connubio tra l’amore di Dio che si rivela e la nostra risposta, anch’essa dono di Dio. E quanti altri esempi ci sarebbero ancora!

Insomma, parafrasando San Paolo, lì dove sofferenza e fallimento hanno abbondato, grazia e luce hanno sovrabbondato. Sembra che tu voglia dirci: ogni storia personale, ogni stato di vita sono il migliore punto di partenza per trovare Dio, indipendentemente dalla nostra vicinanza o lontananza da Lui.

La tua è una strada aperta a tutti, cristiani, credenti o non credenti.
In che cosa consiste il “metodo” di preghiera che Dio ti ha insegnato? Potremmo riassumerlo così: nel penetrare sempre più il misterioso rapporto di Gesù con il Padre, con la consapevolezza che «la vita, il movimento e l’essere» ci derivano proprio da questa relazione d’amore. Ci viene chiesto – grande e insondabile mistero – di contribuire noi stessi al compimento del rapporto tra il Padre e il Figlio incarnato.

Sì, perché la tua spiritualità ruota attorno a due preghiere di Gesù al Padre, alla cui realizzazione hai consacrato tutta la tua vita: «Padre, che tutti siano una cosa sola» (Gv 17, 21) e «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt 27, 46; Mc 15, 34). In esse c’è tutto il tuo Ideale: Gesù Cristo nel suo mistero completo, dall’Incarnazione alla Pentecoste, e l’uomo, trasformato in Gesù, la cui icona perfetta, la capofila, la figlia primogenita, è Maria.

Accompagnaci in questo percorso. Colui che è stato il tuo maestro sia ora il nostro. Aiutaci a entrare nella vita di Dio, quella vita trinitaria che siamo chiamati a vivere qui sulla Terra, rispecchiando il Cielo.

Florence Gillet

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