Maggio 1981

Dal Diario del 30 maggio 1981

Chiara Lubich in questa preziosa pagina inedita del suo diario ci suggerisce un modo semplice di vivere il “digiuno” quaresimale: potare in noi pensieri, sentimenti, azioni che ci allontanano dal vivere bene il presente, il tempo prezioso che Dio ci concede.

Fare la volontà di Dio. Volere la volontà di Dio
Ieri, sforzandomi un po’ di fare la volontà di Dio nel presente, ho visto come occorreva tagliare con decisione con quanto è passato o è futuro o non è comunque volontà di Dio del presente. Torna l’idea della rinuncia; non solo di quella implicita che porta con sé l’adempimento della divina volontà, ma di quella esplicita che occorre per piantarsi bene nella nuova volontà di Dio del presente.

E vivendo la volontà di Dio nel presente, ben piantata in quella, con grosse rinunce a tutto ciò che non è volontà di Dio (come potature raso terra d’un albero), ho provato o meglio riprovato una gioia particolare. E’ penso l’esperienza di quella “gioia celeste”, di quel “paradiso anticipato”, di quella beatitudine di cui parlano i santi. E’ una gioia posta come al limite fra la terra e il cielo; una gioia che ti fa dire a Gesù: “Basta! E’ troppo!”
E senti che la vita è breve, perché una tale vita non può durare a lungo su questa terra. E’ una gioia simile, molto simile, penso, a quella che ci sarà in Paradiso, forse la stessa. E’ purissima, ti disseta completamente e comprendi come, pur dissetato, puoi avere ancora sete.
Penso che Gesù voglia che anche oggi beva di quest’acqua. Perciò: potature a tutto ciò che non è volontà di Dio: grosse potature; e piantarsi bene nella volontà di Dio. Tutta lì, come altro non esistesse al mondo, come fossi nata solo per quello.

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