Recensione di Pasquale Maffeo su Civiltà Cattolica, Quaderno 4087, pag. 100 – 101, Anno 2020,Volume IV
3 Ottobre 2020

Questo volume è stato pubblicato nella ricorrenza del primo centenario della nascita di Chiara Lubich. Dopo la ricca Prefazione del card. Gianfranco Ravasi, che introduce il lettore nel mondo e nella spiritualità dell’autrice, via via nelle pagine prende corpo la figura di una mistica tessitrice di amore per Gesù morto in croce e risuscitato, per Maria sua Vergine Madre, per la Chiesa e per i santi.

Qui sarebbe impossibile ricordare tutti gli emblemi e tutta la sapiente carità della Lubich che in essi rifulge: conviene perciò procedere nella lettura segnalando i capitoli che più e meglio sono rappresentativi delle istanze e della voce che le connota.

Il capitolo «Ci sarebbe da morire» mostra come Gesù sia presente nel cuore di colei che scrive e alla fine afferma: «Sei Dio, sei il mio Dio, il nostro Dio di amore infinito».

Il capitolo «Heloi, heloi, lama sabacthani» ripete il grido di Gesù emesso dall’alto della croce sulla quale è inchiodato, diretto a sua Madre, la Madonna addolorata, che guarda e ascolta ai suoi piedi. Il pezzo si chiude con un altro grido: «Quanto sei bello in quel dolore infinito, Gesù Abbandonato!».

Nel capitolo «Se tu soffri» viene rivolto un invito a ricordarsi della Messa. Durante la celebrazione eucaristica Gesù è presente nell’Ostia consacrata, che contiene tutto il suo dolore e tutto il suo amore. E se il mondo non comprende queste cose, non devi turbarti: basta che la tua anima venga capita da Gesù, da Maria e dai santi. Tu devi vivere con loro e devi lasciare scorrere il tuo sangue a beneficio dell’umanità, come avviene in Gesù. La Messa è troppo grande per essere capita: la Messa di Gesù, la nostra Messa.

Nel capitolo «Se siamo uniti, Gesù è fra noi» si innalza e intensifica la caratura della fede. Infatti Gesù, ispirando i santi con le sue eterne verità, ha fatto epoca in ogni epoca. Ma occorre sperare che egli disciolga tutto l’umano nel divino, che è la carità in atto. Tutto quello che facciamo non vale nulla, se in esso non c’è il sentimento d’amore per i fratelli: perché Dio è Padre e ha nel cuore sempre i suoi figli.

Il capitolo «Il tempo mi sfugge veloce» è composto in versi. Si deve leggere l’intera poesia per cogliere il messaggio che contiene: Il tempo mi sfugge veloce, / accetta la mia vita, Signore! / Nel cuore ti tengo, è il tesoro / che deve informar le mie mosse. / Tu seguimi, guardami, è tuo / l’amare: gioire e patire. / Nessuno raccolga un sospiro. / Nascosta nel tuo tabernacolo / io vivo, lavoro per tutti. / Il tocco della mia mano sia tuo, / sol tuo l’accento della mia voce! / In questo mio cencio, il tuo amore / ritorni nel mondo riarso / con l’acqua, che sgorga abbondante / dalla tua piaga, Signore! / Rischiari, divina Sapienza / l’oscura mestizia di tanti, / di tutti. Maria vi risplenda.

Chiara Lubich, ispirata dall’amore a Dio, si rivela poetessa che resterà nel tempo con i suoi canti all’eternità del Creatore. Leggendo le sue Meditazioni, autentico pozzo di sapienza e di amore per Dio e per i fratelli, l’anima umana si rinnova e vive nella luce del Pantocratore.

CHIARA LUBICH
Meditazioni
Roma, Città Nuova, 2020, 136, € 13,00.

(https://www.laciviltacattolica.it/recensione/meditazioni/)