Recensione della nuova biografia di Chiara Lubich

La biografia scritta da M. Gentilini (Città Nuova, Roma 2019) intende presentare la vita e l’operato di Chiara Lubich in prospettiva “storica”. Per questo motivo il personaggio viene collocato nel quadro di eventi storici che hanno percorso la sua vita e nella cornice geografica dei luoghi e contesti in cui ha mosso i suoi passi, dalla nascita fino agli ultimi giorni della sua permanenza terrena.

Emerge dal testo di Gentilini una figura femminile del Novecento, con le sue radici italiane-trentine che, il più delle volte inconsapevolmente, coglie i “segni dei tempi” della cristianità e del mondo contemporaneo e li esprime attraverso pensiero e azioni, divulgazioni e opere, dando origine in tempi relativamente brevi ad un Movimento diffuso nell’intero globo terrestre.

La narrazione si articola in quattro parti, ciascuna delle quali – con misura e sobrietà – offre al lettore una ricca e documentata evoluzione di fatti, situazioni, esperienze illustrative del vissuto di Chiara, con l’appassionante succedersi di “luci e ombre”, tipici di un cammino riservato a figure che nella storia dell’umanità – e in particolare nella storia della Chiesa – sono chiamate a segnare un’epoca, a lasciare un’impronta al secolo in cui sono vissute.

La pubblicazione di questo “saggio” fa conoscere Chiara in una prospettiva inconsueta, finora mai esplorata, ma importante e “dovuta”: quella del Novecento, secolo che chiude il secondo Millennio, secolo che, al suo attivo, conta una innumerevole serie di grandi figure che hanno segnato questo importante passaggio epocale con la loro vita e il loro pensiero. E’ in questo luogo che l’autore fa leggere, riscoprire e trovare Chiara Lubich.

Alba Sgariglia